Mostre in corso

ISLAM E FIRENZE. ARTE E COLLEZIONISMO DAI MEDICI AL NOVECENTO

Firenze, Museo Nazionale del Bargello - prorogata fino al 4 novembre 2018

BARGELLO

 

Le sezioni della mostra “Islam e Firenze”, ospitate nelle sale del Museo Nazionale del Bargello, resteranno aperte fino al prossimo 4 novembre.

“Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” è il titolo della grande mostra che rappresenta un’occasione unica per scoprire conoscenze, scambi, dialoghi e influenze tra le arti di Occidente e Oriente.

Si tratta di una sontuosa rassegna di arte islamica, curata da Giovanni Curatola, organizzata dagli Uffizi e dal Museo Nazionale del Bargello con importanti prestiti internazionali e anche opere significative da altri istituti del territorio fiorentino (Museo Stibbert, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Museo Bardini e la Villa medicea di Cerreto Guidi).

Le quattro sezioni allestite nelle sale del Museo Nazionale del Bargello e dedicate ad altrettanti collezionisti che si sono distinti per il proprio gusto e per la propria passione per l’arte islamica, saranno ancora visitabili fino al prossimo 4 novembre. Nelle sale al pianterreno e al primo piano viene illustrato un periodo fondamentale di ricerca, collezionismo e allestimento museale di tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio Novecento. In quegli anni Firenze era infatti frequentata da importanti collezionisti, italiani e stranieri, direttori di musei, curatori, tutti conoscitori ed estimatori di arte islamica.

Sarà un modo per conoscere meglio Louis Carrand e Giulio Franchetti (che in fin di vita donarono al Bargello gli oggetti d’arte raccolti nel corso della loro attività), Frederick Stibbert e Stefano Bardini (che trasformarono le proprie collezioni in veri e propri musei) e la cui attività collezionistica ha contribuito a scoprire, raccogliere e salvaguardare oggetti di grande pregio e rarità.

Nella prima sala della mostra sono visibili alcuni dei tappeti orientali raccolti da Stefano Bardini (1836-1922). Famoso con l’epiteto di “principe degli antiquari”, Bardini dominò il mercato artistico mondiale a cavallo fra Otto e Novecento e fu un precursore del collezionismo di tappeti islamici.

Frederick Stibbert (1838-1906) fu invece un grande appassionato ed esperto di armi, e in particolare, anche se non esclusivamente, di armi ed armature islamiche, di cui sapeva apprezzare la raffinatezza tecnica e l’eleganza con gusto addestratissimo.

Se al Bargello oggi si conserva una delle principali collezioni d’arte islamica in Italia, gran parte del merito va all’antiquario lionese Louis Carrand (1821-1889) che nel 1888 donò a questo museo una grande collezione di arti decorative di età medioevale e moderna. Nella raccolta Carrand gli oggetti d’arte islamica spiccano sia per numero che per varietà.

Anche il barone Giulio Franchetti (1840-1909) donò al museo nel 1906 una propria collezione: in questo caso si trattava esclusivamente di tessuti antichi, orientali ed europei, databili fra il Medioevo e il Settecento frutto di una passione, coltivata e perseguita per un’intera vita, alla ricerca dei pezzi più scelti, più belli e più rari.

Un percorso spettacolare, vario, e affascinante attraverso scambi e contaminazioni culturali che meritava un’occasione in più per essere scoperto o approfondito.

 

Per saperne di più, segui le parti del racconto della mostra, dedicate ai quattro collezionisti:

Islam e Firenze     

Il racconto della mostra

Stefano Bardini e i tappeti orientali

Frederick Stibbert e la sua «sala moresca»

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Louis Carrand e la sua grande donazione

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Giulio Franchetti e l'arte del tessuto

 

OMAGGIO A ELIA VOLPI PITTORE

Disegni e dipinti inediti; il lato meno noto del “padre” del Museo della Casa Fiorentina Antica

PALAZZO DAVANZATI

In risposta al gradimento manifestato dal pubblico del Museo di Palazzo Davanzati, la mostra Omaggio a Elia Volpi pittore, inaugurata il 6 maggio scorso, è stata proroga fino al  30 OTTOBRE 2018.

L'esposizione, allestita nella loggia d'ingresso, continuerà a dare il benvenuto introducendo alla visita del museo col suo racconto originale sulla poliedrica figura di Elia Volpi, considerato il padre  del Museo di Palazzo Davanzati, presentato in una veste più intima e soprattuto risaltando quella meno conosciuta di pittore. 

L'intraprendente collezionista/antiquario, considerato  l'artefice della prima rinascita di Palazzo Davanzati e il padre del Museo, fu colui che nel primo Novecento restaurò l’antico Palazzo trasformandolo in un museo privato allestito immaginando, tra realtà e sogno, l'arredo di una ricca dimora tra Medioevo e Rinascimento e cotribuendo in modo significativo a diffondere a livello internazionale, l'eccellenza di un gusto e un particolare stile d'arredo fiorentino. 

Elia Volpi si cimentò anche in una personale produzione artistica figurativa, durante e dopo la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Questa fase è poco nota ma non meno importante per restituire una visione a tutto tondo di questa complessa personalità. La mostra ripercorre la formazione e l’attività giovanile (dai primi anni Settanta all’inizio degli anni Novanta dell’Ottocento) del Volpi, attraverso l’esposizione di dipinti e disegni in gran parte inediti, pervenuti al museo grazie a donazioni e di alcune opere provenienti da collezioni private.

Tra le opere in mostra, abbiamo alcuni disegni giovanili tratti dai grandi maestri del Rinascimento e nudi maschili eseguiti dal vero; il bozzetto affiancato alla foto d'epoca, del raffinato ventaglio dipinto per la Regina Margherita nel 1885, con la Regina seduta nel giardino delle Grazie e incoronata dal Genio d’Italia in mezzo alle Virtù morali e civili;  il fascinoso Ritratto di Pia Lori, sua futura moglie, risalente al 1890 circa, affiancato e in dialogo col Ritratto di Elia Volpi, realizzato nel 1915 da Silvio Zanchi, suo amico e storico collaboratore nei restauri di Palazzo Davanzati; il magnifico Ritratto di fanciulla del 1885, utilizzato come immagine rappresentativa della Mostra, che spicca per la grande modernità e altre suggestive e vivaci tele del giovane Volpi quali la Vocazione sbagliata e La vetrina dei balocchi (1886).

In esposizione anche una sezione multimediale e in particolare un video inedito, intitolato Elia Volpi nella quiete di Villa di Celle; il filmato presentato per la prima volta, contiene riprese girate in tempi e luoghi diversi introducendoci in alcuni momenti della vita privata di Elia e della sua numerosa famiglia attorno alla fine degli anni Venti del Novecento.
Inoltre, un pannello touch screen con le foto dell’album dedicato a La storia di Palazzo Davanzati permetterà di ricostruire la storia della “creazione” del Museo e di un vero e proprio modello di “fiorentinità”.

La mostra  sarà visitabile, negli orari di apertura del museo con biglietto d'ingresso ordinario.