Mostre in corso

IL RELIQUIARIO DI MONTALTO - PROROGATA AL 30 SETTEMBRE 2018

Un superbo manufatto di oreficeria dalle zone terremotate delle Marche in mostra al Museo Nazionale del Bargello

BARGELLO

Il Museo Nazionale del Bargello ha il piacere di presentare il Reliquiario di Montalto, attribuito all’artista francese Jean Du Vivier - attivo a Parigi alla corte di Carlo V, nella seconda metà del XIV secolo - dal 24 settembre 2017 al 30 settembre 2018 nella Cappella della Maddalena del Museo del Bargello, su gentile concessione del Museo Sistino Vescovile di Montalto.

Il terremoto del 30 ottobre 2016 ha compromesso l’agibilità del Museo Sistino Vescovile di Montalto che conserva, come suo tesoro più prezioso, il reliquiario donato da papa Sisto V. In questa drammatica contingenza il Museo Nazionale del Bargello ha deciso di ospitare il reliquiario, rarissimo capolavoro di oreficeria medioevale, perché sia visibile anche durante i necessari lavori di restauro dell’edifico storico dove sono esposte le collezioni e perché l’attenzione del pubblico non si distolga dalla critica situazione che il sisma ha provocato nelle regioni centroitaliane.

Il reliquiario, formato da una teca centrale in oro destinata a contenere preziose reliquie, è eseguito con una tecnica preziosa e difficile, quella dello smalto ‘en ronde bosse’ che permetteva di ricoprire il metallo di colori splendenti anche nelle parti in aggetto. La lucentezza di questo materiale gareggia con quello delle gemme e delle perle.

La parte più antica in oro è attribuita al celebre orafo parigino della fine del XIV secolo, Jean Du Vivier che ha lavorato per il re di Francia Carlo V (1364-1380). Il reliquiario divenne, per la rarità del suo contenuto sacro e per l’elezione della sua forma artistica, oggetto di desiderio di sovrani, papi e cardinali passando di proprietà rapidamente dai duchi di Borgogna, a Ferdinando IV del Tirolo, a Lionello d’Este marchese di Ferrara e, tramite il gioielliere tedesco Giacomo de Goldemont, a papa Paolo II Barbo (1464-1471). Infine, papa Sisto V Peretti (1585-1590) donava il reliquiario alla cittadina marchigiana di Montalto, “sua carissima patria”.

L’esposizione mira, inoltre, a sostenere una raccolta fondi - con un crowdfunding e mettendo a disposizione nel nostro bookshop alcune pubblicazioni sul reliquiario - destinata al restauro del museo di Montalto e di altri monumenti danneggiati dal sisma, appartenenti alla rete museale dei Musei Sistini del Piceno.

Durante l’esposizione presso il Museo Nazionale del Bargello si terranno visite guidate e altre iniziative di divulgazione e approfondimento dedicate all’oreficeria sacra, di cui il reliquiario di Montalto rappresenta uno dei più alti capolavori.

ISLAM E FIRENZE. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento

Dal 22 Giugno al 23 Settembre - Gallerie degli Uffizi e Museo Nazionale del Bargello

BARGELLO

“Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” è il titolo della grande mostra che rappresenta un’occasione unica per scoprire conoscenze, scambi, dialoghi e influenze tra le arti di Occidente e Oriente. 

Si tratta di una sontuosa rassegna di arte islamica, curata da Giovanni Curatola, organizzata dagli Uffizi e dal Museo Nazionale del Bargello con importanti prestiti internazionali e anche opere significative da altri istituti del territorio fiorentino (Museo Stibbert, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Museo Bardini e la Villa medicea di Cerreto Guidi). 

Un comitato scientifico internazionale ha lavorato intensamente alla selezione delle opere e al catalogo della mostra, con saggi ricchi di indagini scientifiche e storiche che mettono in chiaro il ruolo importantissimo di Firenze negli scambi interreligiosi e interculturali tra il Quattrocento e il primo Novecento. 

La mostra si articola in due sedi espositive: al Bargello viene illustrato un periodo fondamentale di ricerca, collezionismo e allestimenti museali di fine Ottocento e inizio Novecento, con opere dalle donazione di Louis Carrand e Giulio Franchetti e dalle collezioni di Frederick Stibbert e Stefano Bardini. In quegli anni Firenze era infatti frequentata da importanti collezionisti, italiani e stranieri, direttori di musei, curatori, tutti conoscitori ed estimatori di arte islamica.

Anche al fine di ampliare le possibilità di visita a questa sezione della mostra il Museo Nazionale del Bargello ha programmato, per i prossimi giorni, due aperture serali straordinarie: il 25 giugno e il 9 luglio il Museo sarà visitabile dalla mattina fino alle 20.00 di sera.

Agli Uffizi, l'altra sede espositiva, sono raccolte le testimonianze artistiche dei contatti fra Oriente e Occidente: le suggestioni e i ritratti di sultani, esemplari preziosi della lavorazione dei metalli, ricercatissimi già dai tempi di Lorenzo il Magnifico, le ceramiche orientali, o quelle ispano-moresche con stemmi nobiliari fiorentini. Stoffe e grandi tappeti provenienti dall’Egitto mamelucco di fine Quattrocento o degli inizi del Cinquecento, entrati molto presto nelle collezioni mediceo-granducali, i vetri, i metalli che hanno influenzato la coeva produzione italiana, e non ultimi gli splendidi manoscritti orientali provenienti dalla Biblioteca Nazionale e della Biblioteca Medicea Laurenziana.

Un percorso spettacolare, vario, e affascinante attraverso secoli di scambi e contaminazioni culturali

In occasione di questo evento, infine, e per tutta la durata della mostra Uffizi e Bargello offrono la possibilità di acquistare un biglietto combinato per € 29, ridotto €14.50, valido tre giorni che consentirà di visitare gli Uffizi, il Bargello la mostra Firenze e l’Islam. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, e con accesso anche al Museo archeologico di Firenze.

OMAGGIO A ELIA VOLPI PITTORE

Disegni e dipinti inediti; il lato meno noto del “padre” del Museo della Casa Fiorentina Antica

PALAZZO DAVANZATI

Dal 6 maggio al 5 agosto 2018 il museo darà il benvenuto ai suoi visitatori offrendo nella bella loggia d'ingresso la mostra Omaggio a Elia Volpi pittore.

L'intraprendente collezionista/antiquario, considerato  l'artefice della prima rinascita di Palazzo Davanzati e il padre del Museo, fu colui che nel primo Novecento restaurò l’antico Palazzo trasformandolo in un museo privato allestito immaginando, 'tra realtà e sogno', l'arredo di una ricca dimora tra Medioevo e Rinascimento e cotribuendo in modo significativo a diffondere a livello internazionale, l'eccellenza di un gusto e un particolare stile d'arredo fiorentino. 

Elia Volpi si cimentò anche in una personale produzione artistica figurativa, durante e dopo la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Questa fase è poco nota ma non meno importante per restituire una visione a tutto tondo di questa complessa personalità. La mostra ripercorre la formazione e l’attività giovanile (dai primi anni Settanta all’inizio degli anni Novanta dell’Ottocento) del Volpi, attraverso l’esposizione di dipinti e disegni in gran parte inediti, pervenuti al museo grazie a donazioni e di alcune opere provenienti da collezioni private.

Tra le opere in mostra, il raffinato ventaglio dipinto per la Regina Margherita nel 1885, con la Regina seduta nel giardino delle Grazie e incoronata dal Genio d’Italia in mezzo alle Virtù morali e civili, di cui si propone in mostra il bozzetto affiancato alla foto d’epoca; il fascinoso Ritratto di Pia Lori, sua futura moglie, risalente al 1890 circa, che dialoga con il Ritratto di Elia Volpi, realizzato nel 1915 da Silvio Zanchi, suo amico e storico collaboratore nei restauri di Palazzo Davanzati; il Ritratto di fanciulla del 1885, utilizzato come immagine rappresentativa della Mostra, che spicca per la grande modernità.

In esposizione anche una sezione multimediale e in particolare un video inedito, intitolato Elia Volpi nella quiete di Villa di Celle; il filmato presentato per la prima volta, contiene riprese girate in tempi e luoghi diversi introducendoci in alcuni momenti della vita privata di Elia e della sua numerosa famiglia attorno alla fine degli anni Venti del Novecento.
Inoltre, un pannello touch screen con le foto dell’album dedicato a La storia di Palazzo Davanzati permetterà di ricostruire la storia della “creazione” del Museo e di un vero e proprio modello di “fiorentinità”.

La mostra  sarà visitabile, negli orari di apertura del museo con biglietto d'ingresso ordinario.