ISLAM E FIRENZE. IL RACCONTO DELLA MOSTRA / 2

Parte seconda: Firenze «a la domaschina», tra Uffizi e Bargello

Museo: BARGELLO

 

Si è aperta la mostra Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, una monumentale rassegna d’arte islamica visitabile nella doppia sede delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Nazionale del Bargello, dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

Segui il nostro racconto in 6 puntate ispirato dal catalogo della mostra e dai suoi autori:

 

Parte seconda: Firenze “a la domaschina”, tra Uffizi e Bargello

Ricordate i tre viaggiatori fiorentini che nel 1384 raccontavano esterrefatti la ricchezza del bazar  di Damasco? Ci sono molti altri documenti dell’epoca che narrano degli oggetti d’arte islamica posseduti dalle famiglie mercantili di Firenze, ad esempio scintillanti vasi e bacili in metallo, lavorati con la tipica tecnica dell’incrostazione e detti per l’appunto “a la domaschina”, oppure ceramiche provenienti dalla Spagna musulmana, dalla brillante policromia e talvolta anch’esse scintillanti, quando realizzate con la tecnica a lustro che imitava l’oro.

L’interesse dei fiorentini dell’epoca per le arti dei paesi islamici è rivelato anche dai sofisticati dettagli orientaleggianti che i pittori italiani dell’epoca inserivano nelle Madonne o nelle opulente Adorazioni dei Magi. E, se la giraffa donata a Lorenzo il Magnifico morì purtroppo in breve tempo, le collezioni fiorentine accolgono ancora alcuni preziosi oggetti islamici della sua collezione, come i vasi in pietre dure del Tesoro dei Granduchi o i quelli in cristallo di rocca delle Cappelle Medicee, poi trasformati in reliquiari.

La sede della mostra allestita presso le Gallerie degli Uffizi vuole rendere conto proprio di questa lunga ed illustre tradizione collezionistica, culminata con l’attività e le scelte della casata dei Medici nel Quattro e Cinquecento, cercando di restituire un’idea della ricchezza della loro collezione anche in fatto di arte islamica.

La sede del Museo Nazionale del Bargello prosegue poi il racconto dei rapporti tra Firenze e l’Islam, conducendoci in quella che fu la seconda “età dell’oro” del collezionismo di arte islamica in città, e cioè il periodo a cavallo tra Otto e Novecento, quando Firenze divenne un vero e proprio centro di studi orientalistici, grazie alla presenza di importanti studiosi attivi in quella che diventerà la moderna Università: anche grazie a loro, costante fu l’aggiornamento sull’arte dell’Oriente islamico, che godeva di scenografiche vetrine privilegiate nelle grandiose Esposizioni Universali dell’epoca.

Al Bargello la mostra è suddivisa in quattro sezioni, dedicate ciascuna alla figura di un personaggio che si è distinto per il proprio gusto e per la propria passione per l’arte islamica, e la cui attività collezionistica ha contribuito a scoprire, raccogliere e salvaguardare – a volte anche grazie ad un misterioso intuito da “rabdomanti” – oggetti di grande pregio e rarità. E’ anche questa passione e questa dedizione all’arte che vogliamo celebrare in questa mostra, che svela la singolare cultura e personalità di questi uomini, attraverso la bellezza degli oggetti che hanno saputo riunire.

Clicca sulle immagini in alto per vedere le illustrazioni, e segui le prossime puntate per immergerti nel mondo dei collezionisti ottocenteschi e delle loro ricchissime raccolte d’arte islamica, in mostra al Bargello.

 

Le parti del racconto:

Islam e Firenze       

Il racconto della Mostra in 6 parti

1. Parte:

Islam e Firenze, Islam a Firenze

2. Parte: 

Firenze «a la domaschina», tra Uffizi e Bargello

3. Parte:

Stefano Bardini e i tappeti orientali

4. Parte:

Frederick Stibbert e la sua «sala moresca»

 

Per approfondimenti: Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, catalogo della mostra (Firenze, Gallerie degli Uffizi – Museo Nazionale del Bargello), a cura di G. Curatola, con saggi di A. Boralevi, G. Curatola, A. Diana, E. Gagliardi Mangilli, C. P. Haase, M. Marini, M. Merlo, C. Schmidt Arcangeli, M. Spallanzani, Firenze, Giunti Editore, 2018.