ISLAM E FIRENZE. IL RACCONTO DELLA MOSTRA / 1

Parte prima: Islam e Firenze, Islam a Firenze

Museo: BARGELLO

 

Si è aperta la mostra Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, una monumentale rassegna d’arte islamica visitabile nella doppia sede delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Nazionale del Bargello, dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

Segui il nostro racconto in 6 parti ispirato dal catalogo della mostra e dai suoi autori:

 

Parte prima: Islam e Firenze, Islam a Firenze.

“Stupore, sconcerto, ammirazione, divertimento. Queste probabilmente, e molte altre, le sensazioni, emozioni e reazioni quando la giraffa mandata in dono dal sultano d’Egitto Qaitbay a Lorenzo de’ Medici, il Magnifico, fece la sua apparizione in piazza della Signoria il 18 novembre 1487”.

Con questa immagine il prof. Giovanni Curatola, curatore della mostra, introduce oggi nel catalogo il tema dei rapporti e degli scambi che Firenze intrattenne nella sua storia con l’Oriente islamico. L’episodio, che ha per protagonisti due personaggi famosi e di assoluto prestigio, ci parla sì di uno scambio diplomatico di doni, e dunque di importanti relazioni politiche, ma anche del fascino esotico consapevolmente esercitato dall’Oriente su Firenze, come dimostrano gli splendidi oggetti islamici acquistati dai fiorentini fin dal Medioevo e dal Rinascimento.

“Veramente tutta Cristianità per un anno si potrebbe fornire di mercatanzia in Damasco […] sono tanti li ricchi e nobili e delicati lavorii d’ogni ragione, che su tu avessi i denari nell’osso della gamba, senza fallo te la romperesti per comprare di quelle cose…”

Questo commento viene proprio dalla penna di tre mercanti fiorentini – Simone Sigoli, Leonardo Frescobaldi e Giorgio Gucci – che nel lontano 1384 visitarono Damasco durante il loro pellegrinaggio in Terrasanta, e grazie al loro humour toscano sembra davvero di vederli stupire nei bazar dei paesi islamici, di fronte allo splendore dei metalli, dei vetri, delle stoffe, dei tappeti e delle ceramiche che già allora erano ricercate e affluivano così a Firenze.

La mostra è dunque anzitutto l’occasione per dispiegare quello splendore anche agli occhi dei visitatori di oggi, grazie ad una selezione di oggetti che spiccano per preziosità dei materiali, qualità della fattura e raffinatezza tecnica, rappresentando al meglio il vastissimo patrimonio di opere d’arte islamica raccolte a Firenze nei secoli, che il tempo ha in parte disperso, ma di cui restano molti esemplari importanti e significativi.

L’ambizione della mostra va però al di là di questo: oltre a esporre una superba carrellata di capolavori, vogliamo ricordare e mettere a fuoco anche gli uomini che quelle opere hanno apprezzato, amato, acquisito e tesaurizzato. Quegli uomini che, mossi da un intraprendente desiderio, hanno creato le collezioni per il cui tramite quei capolavori sono giunti fino a noi. E la città di Firenze, con la sua eccezionale storia di passione per l’arte, è un terreno davvero privilegiato per scoprire i percorsi, talvolta ancora misteriosi, delle opere e dei personaggi che le hanno possedute.

Clicca sulle immagini sopra per vedere le illustrazioni e, nella prossima puntata, scopri le due sedi della mostra aperte agli Uffizi e al Bargello.

 

Le parti del racconto:

Islam e Firenze       

Il racconto della Mostra in 6 parti

1. Parte:

Islam e Firenze, Islam a Firenze

2. Parte: 

Firenze «a la domaschina», tra Uffizi e Bargello

3. Parte:

Stefano Bardini e i tappeti orientali

4. Parte:

Frederick Stibbert e la sua «sala moresca»

5. Parte:

Louis Carrand e la sua grande donazione

6. Parte:

Giulio Franchetti e l'arte del tessuto

 

Per approfondimenti: Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, catalogo della mostra (Firenze, Gallerie degli Uffizi – Museo Nazionale del Bargello), a cura di G. Curatola, con saggi di A. Boralevi, G. Curatola, A. Diana, E. Gagliardi Mangilli, C. P. Haase, M. Marini, M. Merlo, C. Schmidt Arcangeli, M. Spallanzani, Firenze, Giunti Editore, 2018