UNO SGUARDO ALLE COLLEZIONI

I tessuti islamici delle collezioni Carrand e Franchetti al Bargello

Museo: BARGELLO

 

In occasione della mostra "Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento", Firenze, Gallerie degli Uffizi e Museo Nazionale del Bargello, 21 giugno-23 settembre 2018, vogliamo offrire un approfondimento sull'arte islamica, di cui il Bargello conserva una delle principali collezioni in Italia.

In particolare, la mostra è l'occasione per riscoprire la grande collezione di tessuti islamici posseduta dal Bargello ma che in genere non può essere ammirata per motivi di conservazione: com'è noto, infatti, i tessuti non possono essere esposti per lunghi periodi perchè il contatto con la luce danneggia i filati e i loro pigmenti in maniera progressiva e irreversibile.

Oggi invece, al Museo Nazionale del Bargello, le grandi vetrine dedicate alle donazioni Carrand e Franchetti sono popolate da una ricca scelta dei tessuti più belli e rappresentativi provenienti da queste collezioni.

 
I tessuti islamici della collezione Carrand - donata al Museo del Bargello nel 1888 - stupiscono per la qualità dei manufatti e la capacità dei collezionisti di selezionare ciò che è rappresentativo, anche se espressione di culture lontane.
Della dinastia Ottomana i velluti, çatma, sono presenti nella loro completa varietà ed evoluzione tecnico stilistica, a partire dallo "stile italianizzante", con influenze fiorentine, fino all'originale produzione ispirata alla ceramica turca.
Tra i lampassi ottomani, kemha, spiccano grandi teli con motivi a ogiva e opere in cui il progressivo inserimento nel decoro di infiorescenze centroasiatiche, quale il tulipano, impose a corte lo "stile floreale" o "quatre-fleurs".
L'eccellenza dei velluti persiani Safavidi, con motivi figurativi disegnati appositamente dagli artisti degli atelier reali, risplendono per la varietà cromatica e la luminosità delle fitte trame in oro.
L'India Moghul è rappresentata da grandi ricami in seta con soggetti commissionati dai mercanti anglo-portoghesi.
 
Nel 1906 giunse invece al Bargello la collezione Franchetti: "Non v'è, fra coloro che si interessano di cose d'arte e di belle stoffe, chi non conosca, almeno per fama, la collezione di antichi tessuti che il barone Franchetti di Firenze ha ora, con atto munifico, donato al Museo Nazionale di quella città", sottolineava la nipote Isabelle Errera, ricordando come la raccolta dello zio fosse risultato ben di quarant'anni di ricerche.
I tessuti islamici Franchetti sono un compendio di produzione tessile, espressione di dinastie diverse e distanti tra loro per epoca storica e area geografica.
L'ideale percorso esordisce con sciamiti di area sogdiana e persiana dell'VIII secolo coi loro animali compositi.
Dall'Asia Centrale del XIV secolo, culla ilkhanide della produzione di "panni tartarici", in cui la quantità aurea supera quella della seta, si passa alla Spagna nasride con sete dai caleidoscopici disegni geometrici e iscrizioni.
Nella Persia safavide i lampassi divengono poetiche miniature e raffinati bouquet mentre i velluti ottomani sviluppano intrecci infiniti.
 
Guarda la selezione dei tessuti della collezione Carrand e Franchetti nella nostra galleria di immagini.
 
Si ringrazia la dott.ssa Elisa Gagliardi Mangilli, curatrice della sezione della mostra dedicata ai tessuti del Bargello, per la gentile collaborazione.