VERROCCHIO - L'INCREDULITÀ DI SAN TOMMASO

Ancora al Museo Nazionale del Bargello fino a settembre 2019

L'Incredulità di San Tommaso, capolavoro scultoreo di Andrea del Verrocchio, continuerà ed essere esposto all'interno del Museo Nazionale del Bargello dopo il successo riscosso nell'ambito della prima grande retrospettiva dedicata al maestro.

La mostra Verrocchio. Il Maestro di Leonardo (9 marzo - 14 luglio 2019), promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dai Musei del Bargello, con la collaborazione della National Galley of Art di Washington, ha celebrato il maestro simbolo del Rinascimento, riunendone per la prima volta molti straordinari capolavori e ponedoli a confronto con quelli dei più famosi artisti dell'epoca.

L'incredulità di San Tommaso è stata l'opera protagonista delle sezioni conclusive della mostra, allestite nel Museo Nazionale del Bargello e dedicate alla matura eccellenza del maestro in ambito scultoreo e alla sua straordinaria invenzione di un nuova immagine di Cristo.

Visto l'apprezzamento del pubblico nei confronti dell'opera, il Museo la manterrà visibile all'interno del percorso di visita fino alla fine del prossimo settembre.

Il grande gruppo bronzeo proviene dal Complesso monumentale di Orsanmichele, nel cui museo sono conservati e esposti gli originali delle statue collocate nei tabenacoli esterni della chiesa.

Le opere, commissionate dalle più importanti Compagnie delle Arti e Mestieri fiorentine, raffigurano i santi partoni delle Arti e sono state realizzate dai  più valenti artisti attivi a Firenze dalla fine del Trecento all'inizio del Seicento.

Il gruppo del Verrocchio fu commissionato dal Tribunale di Mercanzia, l'istituzione giuridica voluta dalle stesse Arti, sorta nel secolo XIV per risolvere le controversie commerciali tra i mercanti. San Tommaso fu scelto come patrono di quella magistratura, per richiamare la necessità della risoluzione del dubbio nell'esercizio del giudizio. L'opera era destinata alla nicchia più importante del complesso di Orsanmichele (quella che in origine aveva ospitato il San Ludovico di Tolosa di Donatello).  

Il maestro lavorò all'Incredulità di San Tommaso per oltre venti anni, e finalmente il 21 giugno 1483 la scultura in bronzo poté essere collocata in Orsanmichele e inaugurata. 

Le due splendide figure suscitarono l'immediata ammirazione dei fiorentini. Forse per l'armonia e l'umana tenerezza dei gesti che attiravano e attirano ancora oggi gli osservatori dentro la scena,  dentro quel che appare quasi un abbraccio. Ma soprattutto colpì la novità del volto di Cristo, di una bellezza sino ad allora mai vista. Un volto di Cristo perfetto e commovente, così radioso e pervaso  di calma e misericordia, destinato a divenire il modello prediletto degli artisti del tempo, allievi, seguaci e rivali del maestro.

L'opera rimarrà esposta nella sala mostre del Museo Nazionale del Bargello fino al prossimo 30 settembre.