LE MAIOLICHE DEL BARGELLO IN MOSTRA AD ASSISI (Palazzo Bonacquisti)

Maiolica. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi (dal 4.05 al 13.10.2019)

Il Museo Nazionale del Bargello vanta una delle collezioni di maioliche italiane più rinomate e numerose sono le richieste che riceviamo per poter esporre le opere ceramiche della nostra raccolta in occasione di esibizioni temporanee che si svolgono in Italia e all’estero. Nel caso della mostra Maiolica. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi” inaugurata il 4 maggio al Palazzo Bonacquisti di Assisi, i Musei del Bargello hanno risposto positivamente con il prestito di due preziose opere.

Nel Museo Nazionale del Bargello vi è infatti un pregiato nucleo di maioliche decorate a lustro, una tecnica che per mezzo di una miscela di ossidi metallici (argento, rame, etc.) applicata sopra il vasellame dona alle ceramiche preziose iridescenze, a imitazione del vasellame in metallo dorato. La pratica della lustratura su ceramiche comparve nell’area islamica già nel IX secolo d.C. e venne poi esportata nella Spagna musulmana dove lavoravano molti vasai di origine moresca. In Italia questa preziosa tecnica approdò soltanto nella seconda metà del Quattrocento affermandosi soprattutto a Deruta e Gubbio nella prima metà del Cinquecento.

Rari esemplari eseguiti a lustro sono stati realizzati anche da alcune fornaci toscane, come quella di Cafaggiolo, nel Mugello, presso la famosa villa medicea. Sopravvivono ad oggi solo 12 esemplari a lustro di Cafaggiolo conservati in musei e collezioni private; unico fra tutti i musei italiani il Bargello ha il privilegio di esibire al pubblico uno dei sette piatti a lustro conosciuti realizzati a Cafaggiolo nella prima metà del Cinquecento.

Il piatto adesso fa bella mostra di sé, a fianco di due esemplari similari provenienti da collezioni private, nell’esposizione Maiolica. Lustri oro e rubino della ceramica dal Rinascimento ad oggi che resterà aperta al pubblico fino al 13 ottobre. È la prima volta in assoluto che viene dedicata una mostra alla produzione di maioliche a lustri metallici italiane e inoltre mai si erano visti esposti l’uno accanto all’altro tre piatti a lustro di Cafaggiolo.

L’esposizione, organizzata dalla Fondazione CariPerugia Arte e curata da Giulio Busti e Franco Cocchi, ripercorre, attraverso sei sezioni tematiche, gli sviluppi di questa peculiare tecnica ceramica, dalle origini fino alle ultime manifestazioni nel Seicento, dalla ripresa storicista dell’Ottocento, quando tornò ad essere oggetto di vasto interesse, fino alle espressioni postmoderne e attuali divenute produzioni di artisti che alla tecnica, ancora oggi difficile e alchemica, uniscono design e creatività. Al suo interno una selezione di circa 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private conservate non solo in Umbria ma anche a Bologna, Firenze, Faenza, Ravenna, Pesaro, Arezzo e Viterbo. Tra i musei  prestatori, oltre al Bargello, anche il Museo del Louvre di Parigi.

Nella stessa esposizione, quale pezzo di apertura mostra, si può ammirare la seconda maiolica concessa in prestito dal Bargello, un grande piatto prodotto a Manises (Valencia) nella prima metà del XV secolo, con decoro a ‘foglie di prezzemolo’ e inserti a lustro, come il simbolo di San Bernardino (IHS) dipinto al centro.