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ESTATE al BARGELLO 2021

Due mesi di musica e teatro nei musei, dedicati a Dante e non solo!

Estate al Bargello: musica, danza, teatro e arte è questo il titolo del calendario di eventi voluto dai Musei del Bargello e realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze che si svolgeranno, nell’orario di apertura al pubblico dei musei e senza alcun sovrapprezzo per i visitatori, nel periodo tra agosto e settembre 2021.

 A una settimana dalla conclusione della mostra “Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante” (prevista per domenica 8 agosto), il Museo Nazionale del Bargello offre una serie di appuntamenti gratuiti ai visitatori e agli estimatori del Sommo poeta.
Si comincia sabato 31 luglio (alle 16.30 e alle 17.30) e domenica 1° agosto (alle 10.00 e alle 11.00) con i primi due appuntamenti (gli altri due sono previsti il 25 settembre alle 19.30 e il 26 settembre alle 10.30) con le Letture dantesche a cura di Lorenzo Carcasci, organizzate grazie alla collaborazione tra Fondazione Teatro della Toscana e Oltrarno - Scuola di formazione del mestiere dell'attore.

Proprio in occasione delle due giornate conclusive della mostra il 7 agosto alle 16.00, alle 17.00 e alle 18.00 e l’8 agosto alle 10.00 e alle 11.00 - andrà invece in scena Pecore e inchiostro. Conversazione (in)credibile con un codice miniato del XIV secolo ideato e curato da La Compagnia delle Seggiole.
Lo spettacolo inedito, scritto per l’occasione da Caterina Baronti e interpretato da Fabio Baronti e Lorenzo Carcasci, vede protagonista uno dei manoscritti esposti che, prima di tornare a riposo nella sua biblioteca, vuole raccontare l'antica e laboriosa arte di fare libri in pergamena, cioè pagine ricavate dalla pelle di pecora, su cui sono stati copiati a mano nel corso dei secoli i classici greci e latini, ma anche l'opera in volgare più conosciuta al mondo: la Divina Commedia.

 Il programma degli appuntamenti musicali, curati dall’Orchestra da Camera Fiorentina diretta dal maestro Giuseppe Lanzetta, partirà il 6 agosto alle 16.00, al Museo di Palazzo Davanzati, con il Duo flauto e arpa composto da Jacopo Lisati e Elena Castini che eseguiranno musiche di Jacques Ibert e Gaetano Donizetti.
Il 6 settembre, sempre alle ore 16.00, sarà invece la volta del Quartetto d’archi dell’Orchestra da Camera Fiorentina che proporrà ai visitatori del Davanzati dei brani scelti di Vivaldi, Bach e Haendel. L’ultimo concerto al Davanzati è in programma lunedì 13 settembre (ore 16.00) e vedrà protagonisti Iris Faceto, viola da gamba, e Giacomo Benedetti, clavicembalo, nell’esecuzione di composizioni di Bach, Marais e Simpson.

Ci si sposterà nel cortile del Museo Nazionale del Bargello il 4 e 5 settembre per due appuntamenti mattutini. Il primo alle 10.30 con il Trio di ottoni che proporrà musiche tratte dal Repertorio barocco italiano e europeo mentre il secondo appuntamento, allo stesso orario, vedrà il Trio barocco dell’Orchestra da Camera impegnato nell’esecuzione di pezzi di Biagio Marini, Girolamo Frescobaldi e Marin Marais.

Mattutini, tutti con inizio alle 10.30, anche gli eventi in programma al Museo di Casa Martelli a partire dall’11 settembre quando, Mattia Fusi sarà protagonista di un Recital al pianoforte. Per il concerto del 18 settembre, gli interpreti saranno Ludovico e Elettra Mealli, rispettivamente al violino e al violoncello, con alcuni pezzi di Antonio Vivaldi, Domenico Scarlatti e Wolfgang Amadeus Mozart.

Chiude il programma il 25 settembre il Trio barocco composto da Matteo Saccà e Rossella Pugliano al violino e Giacomo Benedetti al clavicembalo che eseguiranno alcuni brani di Andrea Falconieri, Francesco Rognoni Taeggio, Dario Castello, Arcangelo Corelli e Tomaso Albinoni.

Orsanmichele, restaurato il tabernacolo dell’Arte dei Rigattieri e Linaioli

Presentato in occasione della Festa di Sant’Anna, è stato interamente finanziato dall’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti fiorentini

In occasione della Festa di Sant’Anna – che si celebra il 26 luglio - il cui culto viene celebrato nella chiesa di Orsanmichele sin da tempi antichi, è stato presentato il restauro del Tabernacolo dell’Arte dei Rigattieri e Linaioli alla presenza del Direttore dei Musei del Bargello Paola d’Agostino, del Presidente degli Amici dei Musei Fiorentini Ulisse Tramonti, e con la santa benedizione del Rettore di Orsanmichele Monsignor Vasco Giuliani.

Il restauro, resosi necessario e urgente per lo stato conservativo rilevato durante una recente campagna di revisione dei quattordici tabernacoli esterni, è stato interamente finanziato dall’Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti fiorentini e realizzato nei mesi autunnali del 2020, in un momento di grave emergenza sanitaria.

Accuratamente condotto dai restauratori Louis Pierelli e Gabriella Tonini (Nike Restauri Opere d’arte), l’intervento ha riguardato il consolidamento di parti disgregate e l’approfondita pulitura dell’edicola marmorea e della copia della statua del santo patrono, alloggiata al suo interno.

Commissionato dall’Arte dei Rigattieri e Linaioli nel 1411 per accogliere il San Marco, capolavoro giovanile di Donatello (1411-1413), ora conservato nel museo di Orsanmichele, il tabernacolo è un raffinato esempio di decorazione architettonica in stile tardogotico, eseguito tra il 1411 e il 1413 da Perfetto di Giovanni e Albizzo di Piero, due abili maestri scalpellini attivi a Firenze tra il XIV e il XV secolo.

In occasione della cerimonia è stato presentato un volumetto dedicato al restauro e alla storia del tabernacolo a cura di Benedetta Matucci, edito da Polistampa con il contributo degli Amici dei Musei Fiorentini.

 

ESTATE a PALAZZO DAVANZATI_Visite guidate per bambini

“Su e giù per il Palazzo” alla scoperta di giochi, filastrocche, decorazioni e ricette dei nostri antenati

Museo di Palazzo Davanzati
VISITE GUIDATE PER I BAMBINI

Lunedì 2, 16, 30 Agosto / h. 17.15
Mercoledì 8, 15, 22 Settembre / h. 10.15

“Su e giù  per il Palazzo”
Alla scoperta dei giochi, delle filastrocche,
delle decorazioni e delle ricette dei nostri antenati



ATTIVITA'
Percorso guidato per bambini dai 5 ai 10 anni
DURATA 1h ca.
NUMERO PERSONE Max 8 bambini e 4 adulti

QUANDO
Agosto        Lunedì       2-16-30 alle h. 17.15
Settembre   Mercoledì 8-15-22 alle h. 10.15

PRENOTAZIONE
obbligatoria
all'indirizzo e-mail: mn-bar.didattica@beniculturali.it
ACCESSO
gratuito per i bambini Carta e matita indispensabili!
€ 6 per gli adulti

 INFO e CONTATTI
Museo di Palazzo Davanzati
Via Porta Rossa, 13 - 50123 Firenze
Tel. +39 055 0649460

L'ESTATE AI MUSEI DEL BARGELLO

da 'La NOTTE EUROPEA dei MUSEI' (sabato 3 luglio dalle 19.00) alla MUSICA DAL VIVO

Sabato 3 luglio, il Museo Nazionale del Bargello aderisce alla Notte Europea dei Musei organizzata dal Ministero della Cultura, che prevede il prolungamento dell’orario di apertura serale di 3 tre ore, dalle 19.00 alle 22.00.
Il Museo Nazionale del Bargello, dove in questi giorni è visitabile la mostra “Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante” sarà aperto tutta la giornata (apertura dalle 8.45) e per chi vi accederà dopo le 19.00 il biglietto avrà il costo simbolico di € 1,00. Il museo chiuderà alle 22.00. (ultimo ingresso alle 21.20)

Ma l’apertura straordinaria non è l’unica novità imminente, la bella stagione ai Musei del Bargello vede anche partire il ciclo di appuntamenti di Estate al Bargello: musica, danza, teatro e arte, un calendario di spettacoli voluto dai Musei del Bargello e realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze. Si inizia con l’Orchestra da Camera Fiorentina diretta dal maestro Giuseppe Lanzetta che porta in scena la musica di Mozart, Vivaldi, Bach, Händel e non solo al Museo Nazionale del Bargello e al Museo di Casa Martelli. L'appuntamento al Museo Nazionale del Bargello è fissato per il 4 e 5 settembre con due concerti mattutini. Il primo, alle 10.30, con il Trio di ottoni che proporrà musiche tratte dal repertorio barocco italiano e europeo mentre il secondo appuntamento, allo stesso orario, vedrà il Trio barocco dell’Orchestra da Camera impegnato nell’esecuzione di pezzi di Biagio Marini, Girolamo Frescobaldi e Marin Marais. Mattutini anche gli eventi in programma al Museo di Casa Martelli a partire dall’11 settembre quando, alle 10.30, Mattia Fusi sarà protagonista di un recital al pianoforte. Per il concerto del 18 settembre (h. 10.30), gli interpreti saranno Ludovico e Elettra Mealli, rispettivamente al violino e al violoncello, con alcuni pezzi di Antonio Vivaldi, Domenico Scarlatti e Wolfgang Amadeus Mozart. Chiude il programma il 25 settembre il Trio barocco composto da Matteo Saccà e Rossella Pugliano al violino e Giacomo Benedetti al clavicembalo che faranno ascoltare alcuni brani di Andrea Falconieri, Francesco Rognoni Taeggio, Dario Castello, Arcangelo Corelli e Tomaso Albinoni. 

PROGRAMMA CONCERTI Estate al Bargello 2021

MICHELANGELO RESTAURATO

Presentata la campagna di restauro della Sagrestia Nuova

Dopo otto anni di lavoro si è conclusa la lunga campagna di restauri nella Sagrestia Nuova delle Cappelle Medicee, gioiello del gruppo Musei del Bargello. I lavori svoltisi sotto la guida di Monica Bietti, funzionario storico dell’arte e già responsabile del Museo delle Cappelle Medicee e d’intesa con il Direttore dei Musei del Bargello, Paola D’Agostino hanno interessato sia le tombe con le celebri statue, sia il parato della Sagrestia Nuova e sono stati condotti da un team tutto al femminile composto dalle restauratrici Daniela Manna e Marina Vincenti, con le quali hanno collaborato Donata Magrini, Barbara Salvadori e Silvia Vettori, ricercatrici dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPC-CNR) e Anna Rosa Sprocati e Chiara Alisi dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Un lavoro che ha permesso di recuperare i valori cromatici delle pareti della Sagrestia Nuova e delle sculture e di approfondire conoscenze tecniche che ci permettono oggi di capire maggiormente le fasi costruttive e il metodo che Michelangelo applicò nella realizzazione dell’insieme. Un’impresa lunga e complessa, riuscita anche grazie ad una campagna di indagini puntuali e all’utilizzo di un’innovativa tecnica di biopulitura messa a punto dall’ENEA - utilizzata per la prima volta su dei capolavori del Buonarroti e in particolare sui sarcofagi e su parte delle sculture dei monumenti funebri di Giuliano duca di Nemours e di Lorenzo duca d’Urbino - che utilizza delle colonie di batteri per ripulire i marmi dai segni del tempo.

Il restauro della Sagrestia ha avuto una prima breve fase di intervento sui paramenti marmorei nel 2013, ma è stato tra il 2016 e il 2020 che si sono svolti i lavori più cospicui, possibili grazie ai fondi derivati dall’autonomia dei Musei a seguito della Riforma del Ministero del 2014 che ha istituito i primi venti musei dotati di autonomia speciale, tra cui i Musei del Bargello. Inoltre, tra il 2018 e il 2019, una partnership con IGT (già Lottomatica) ha permesso sia il co-finanziamento di parte della spolveratura e restauro sia la realizzazione di una nuova illuminazione della Sagrestia Nuova.

Il lungo e complesso lavoro è stato condotto partendo dai parati marmorei e delle paraste in pietra serena che segnano lo spazio architettonico delle pareti, per concludersi con l’intervento sulle sculture, nella seconda metà del 2020. Così come i parati marmorei anche le sculture erano coperte da depositi ed erano in più punti macchiate da residui di sostanze utilizzate in passato per proteggere le sculture durante l’esecuzione dei calchi, eseguiti dal Cinquecento a tutto l’Ottocento. La fase di progettazione del restauro è stata preceduta e guidata dalla campagna fotografica a luce visibile di Antonio Quattrone e, tra il 2019 e il 2020, da indagini fotografiche a fluorescenza indotta da luce ultravioletta e con luci infrarosse (IR) eseguite da Andrea Rossi, operazioni che hanno accertato lo stato conservativo delle sculture e hanno permesso di selezionare le metodologie più adatte all’intervento di pulitura. In collaborazione con ISPC-CNR sono state inoltre individuate aree significative su ciascuna scultura per effettuare misurazioni colorimetriche e di riflettanza del marmoNella fattispecie, il sarcofago di Lorenzo duca di Urbino era alterato da macchie di colore scuro estese lungo tutto il basamento, identificate dalle analisi eseguite dal CNR come ossalati e materiali organici e ricondotte a liquidi organici filtrati fino all'esterno del sarcofago in corrispondenza di queste macchie, da ricondursi alla sepoltura di Alessandro de’ Medici (figlio di Lorenzo duca d’Urbino), che – assassinato - fu sepolto senza essere eviscerato, come invece si usava all’epoca per la dinastia medicea. Per l’eliminazione di queste macchie organiche e di altre di varia origine, come fosfati, gesso, tracce di silicati, tracce di ossalato di calcio, sono stati individuati alcuni ceppi batterici in grado di rimuovere selettivamente questi depositi, senza influenzare con la loro azione la materia originale, il marmo. I ceppi scelti non erano cioè in grado né di precipitare né di solubilizzare i carbonati di calcio. Dopo aver testato undici diversi ceppi batterici su piccoli tasselli di prova, sono stati scelti i tre “migliori” per procedere alla biopulitura del sarcofago. Impacchi di cellule dei ceppi Serratia ficaria SH7, Pseudomonas stutzeri CONC11 e Rhodococcus sp Z-CONT sono stati applicati nei diversi punti del sarcofago, immobilizzati in uno speciale gel che mantiene la giusta umidità per i batteri e conferisce una giusta consistenza all’impacco, permettono di applicarlo e di rimuoverlo facilmente, senza lasciare residui, né del supportante né delle cellule batteriche. Sono stati applicati i batteri, altamente “affamati”, per favorire il loro “appetito” verso i substrati organici da rimuovere e rendere più efficace il trattamento di bio-pulitura.

APPROFONDIMENTI

 

 

 

 

 

I MUSEI DEL BARGELLO A PORTATA DI MANO!

Scarica qui le nuove brochure illustrative

 Gentile visitatore
potrai scaricare dal nostro sito Internet lo strumento pensato per rimanere sempre vicini, uno strumento agile, uno strumento bello che ti permetterà di portare a casa i nostri musei.
Grazie alla brochure illustrativa,
il cui progetto grafico è stato realizzato col contributo dello studio Haunag Design, potrai conoscere il percorso espositivo dei nostri musei e ritrovare in sintesi tutti i capolavori da non perdere; capolavori che li rendono noti in tutto il mondo.
Potrai consultare e scaricare la brochure del Museo Nazionale del Bargello, quella del Museo delle Cappelle Medicee e del Museo di Palazzo Davanzati.

Ad attenderti, una sintetica descrizione dei piani e degli ambienti corredata di mappe stilizzate, per guidarti alla scoperta dei vari spazi espositivi. I testi, volutamente brevi sono affiancati da un ricco apparato di immagini che illustra in maniera immediata le sale e le opere più note.
Una sezione delle brochure è infatti dedicata ai capolavori da non perdere: una breve lista di opere (alcune celeberrime, altre meno note ma che costituiscono un invito alla scoperta) che i curatori dei vari Musei hanno scelto e descritto brevemente per i visitatori.
Clicca sulle immagini qui sotto e scarica le brochure del Bargello, delle Cappelle Medicee e di Palazzo Davanzati.

            

IMPOSTAZIONE METODOLOGICA e SCIENTIFICA del RESTAURO DEI PARAMENTI LAPIDEI

Sagrestia Nuova nel Museo delle Cappelle Medicee

Il restauro dei paramenti lapidei della Sagrestia Nuova

I primi interventi di restauro dei paramenti lapidei della Sagrestia Nuova di Michelangelo iniziarono nel 2013. Con la direzione tecnica della dott.ssa Cristina Samarelli fu possibile eseguire una serie di test preliminari di pulitura sui paramenti lapidei del lato sud della Sagrestia, individuandone le forme di degrado. Il flusso continuo dei visitatori, con la costante circolazione del particellato atmosferico incoerente ed il suo depositarsi sulla superficie dei marmi, ne aveva intensificato la coerenza soprattutto per le condizioni di alta umidità. Le soglie dei portali di ingresso e la parte inferiore di tutte le lesene in pietra serena soggette al continuo sfregamento delle mani dei visitatori, si presentavano annerite sia per l’accumulo di sostanze grasse, sia per la consunzione delle stesse superfici.
Per la rimozione dei depositi coerenti dagli elementi in pietra serena, dopo un’accurata spolveratura, è stato necessario applicare degli impacchi di polpa di cellulosa e sepiolite per supportare una soluzione basica al 10%, interponendo carta giapponese variando i tempi di applicazione a seconda delle zone. Le superfici interessate sono state poi risciacquate accuratamente con acqua demineralizzata. I paramenti in marmo sono stati trattati con una soluzione al 50% di alcool decolorato e di acetone puro utilizzando compresse di cotone idrofilo alternando un solvente apolare, a seconda delle zone, per rimuovere parzialmente le sostanze cerose alterate. I depositi di natura più coerente sono stati rimossi con acqua demineralizzata e spugne morbide compatte.
Tra il 2013 e il 2014 è stato affrontato il restauro della parete ovest con la stessa metodologia approntata per la parete sud. Il restauro degli elementi lapidei del primo registro in corrispondenza della parete est si è concluso tra il 2015 e il 2016. L’esperienza maturata nei due anni precedenti ha senza dubbio facilitato l’intervento sull’utilizzo dei materiali e delle attrezzature e sulle tempistiche lavorative. Nel corso di tre anni è stato quindi possibile completare la pulitura dei paramenti lapidei del primo registro della Sagrestia Nuova dove le uniche difficoltà operative sono state le basse temperature rilevate durante i mesi invernali.
Tra la fine del 2017 e la metà del 2018 per intervenire sulle pareti marmoree con gli intagli attribuiti a Silvio Cosini e altri, su cui sono addossati i monumenti funebri di Giuliano de’ Medici duca di Nemours, e di Lorenzo de’ Medici duca di Urbino. Il restauro è stato condotto da tre restauratrici con la collaborazione di allievi stagisti dell’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli rientrando così nella tempistica progettata. Con il supporto delle indagini scientifiche a cura della Di.Ar. è stato possibile verificare lo stato di conservazione dei marmi con metodologie non invasive utilizzando la tecnica della fluorescenza indotta da luce ultravioletta e con luci a infrarosso.
Nel 2019, con pedana aerea, è stato messo in opera un intervento di manutenzione straordinaria degli elementi architettonici in pietra serena dell’ultimo registro della Sagrestia: marcapiani, cornicioni, finestroni e lesene con capitelli, compresa l’abside. In fase operativa è stato interessante rilevare la segnalazione di avvenute manutenzioni segnate a matita direttamente sull’intonaco: “1. Fatto la spolveratura a tutta la cappella il mese di aprile 25 1843; 2. Rifatta la spolveratura completata il giorno 19/marzo…..; 3.Fatta la spolveratura il 29 – marzo 1940 Campigli Ugo Giulio Barbanti Bertino Berti”.
Da fine settembre a fine dicembre è stato completato il lato est, da fine gennaio a fine luglio 2020 quello ovest con la sospensione dovuta al Covid-19.

La pulitura degli elementi in marmo e in pietra serena è stata condotta secondo la metodologia maturata nel corso degli ultimi restauri concentrando gli interventi conservativi sul capitello e sulla parte alta della lesena dell’angolo nord-ovest. Hanno partecipato ai lavori: Eleonora Gioventù, Debora Pugi, Alejandro Salvador, Carmine Santillo, Serena Tizzanini.

Daniela Manna e Marina Vincenti - Direzione dei lavori Monica Bietti

 ALTRI APPROFONDIMENTI

 

 

IMPOSTAZIONE METODOLOGICA e SCIENTIFICA RESTAURO delle SCULTURE

Monumento funebre Giuliano Duca di Nemours e Lorenzo Duca di Urbino

Il restauro delle sculture dei monumenti funebri nella Sagrestia Nuova

Il restauro dei due monumenti funebri si è svolto dall’ottobre 2019 al luglio 2020 con una sospensione da marzo a giugno dovuta al lock- down covid 19. Fino a marzo 2020 il restauro si è svolto durante l’orario di apertura al pubblico un “cantiere aperto” durante il quale ci sono stati numerosi momenti di confronto con studiosi e storici dell’arte ed abbiamo risposto alle frequenti domande e curiosità dei visitatori.

Il nostro approccio è stato rispettoso e prudente nella rimozione dei prodotti alterati presenti sulla superficie delle sculture. L’impostazione metodologica del restauro ha tenuto conto della storia conservativa delle sculture, ricostruita in base ad una ricerca sui documenti fotografici. Nell’affrontare lo studio dello stato conservativo delle sculture, dopo un’accurata analisi visiva e la documentazione fotografica a luce visibile a cura di Antonio Quattrone e Daniela Manna, abbiamo richiesto l’ausilio della Di.Ar di Andrea Rossi con una serie di indagini fotografiche a luce Ultravioletta e Infrarossa utili ad individuare zone fortemente ingiallite e di altre tendenti al bruno, la presenza di materiale gessoso pigmentato nei sottosquadri delle zone con forti segni di lavorazione che hanno trovato una spiegazione nella pratica delle calcature delle sculture. Sulla superficie delle sculture sono infatti ancora visibili i segni lasciati dalle incisioni praticate con strumenti metallici per asportare i tasselli in gesso.
La fase successiva delle indagini scientifiche è stata affidata al team dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del C.N.R. di Firenze. Lo studio ha utilizzato metodologie non invasive, applicate in situ, e micro-invasive, condotte in laboratorio su micro campioni prelevati, con l’obiettivo di caratterizzare i materiali alterati presenti sulla superficie delle sculture. L’intervento di restauro è stato affiancato ad un monitoraggio costante dei valori colorimetrici e di riflettanza del marmo lavorato.
La pulitura delle sculture e dei sarcofagi è consistita nell’asportazione dei depositi incoerenti con pennellesse morbide ed aspirapolvere a bassa potenza, successivamente nell’asportazione selettiva e graduale dei depositi coerenti utilizzando una miscela di alcool e acetone a tampone e acqua demineralizzata a tampone, monitorando costantemente la pulitura con l’ausilio delle misurazioni colorimetriche.
Nel novembre 2019 è stato coinvolto il team della Divisione Protezione e Valorizzazione del territorio e del capitale naturale dell’ENEA di Roma per eseguire alcuni test di bio-pulitura con batteri competenti per le sostanze presenti sulla superficie del sarcofago del Monumento funebre a Lorenzo. Nel luglio 2020 è stato richiesto l’utilizzo di un ablatore laser fornito dalla ditta El.En al fine di asportare residui di malta cementizia e sostanze proteiche mineralizzate tendenti al bruno presenti sul Sarcofago del Monumento a Lorenzo e vicino alla mano sinistra del Crepuscolo. Nell’ottobre 2020 si è svolta la bio-pulitura del sarcofago di Lorenzo Duca di Urbino. La scelta sulla bio-pulitura che ci è parso un metodo selettivo, graduale e morbido in grado di attenuare e asportare le cospicue macchie ed i residui delle sostanze presenti da secoli sulla superficie del sarcofago, un marmo degradato a causa di puliture drastiche e abrasioni meccaniche. Dopo l’applicazione dei batteri abbiamo constatato che il marmo ha mantenuto la sua coesione materica ed appare stabile.

Marina Vincenti e Daniela Manna - Direzione dei lavori Monica Bietti

 

 

ALTRI APPROFONDIMENTI

 

 

INDAGINI DIAGNOSTICHE DI SUPPORTO AL RESTAURO_ISPC-CNR

Tomba Giuliano Duca di Nemours e Lorenzo Duca d'Urbino

Indagini diagnostiche di supporto

La campagna diagnostica ha previsto l’impiego congiunto di metodologie di indagine non-invasive, applicate direttamente in situ, e micro-invasive, condotte in laboratorio su micro-campioni prelevati dalle opere.
Si è proceduto preliminarmente effettuando osservazioni della superficie ad alti ingrandimenti, monitorando la variazione del colore delle superfici al susseguirsi delle operazioni di restauro e valutando le differenti caratteristiche di riflettanza tra le superfici. Le immagini acquisite con il microscopio hanno fornito una documentazione della superficie marmorea, evidenziando la presenza dei tratti lasciati dai calcatori o gli acquerelli impiegati per uniformare il colore in interventi di restauro precedenti. Le misure colorimetriche, condotte prima e dopo il restauro su tasselli di pulitura preparati dalle restauratrici, hanno consentito di seguire l’evoluzione dell’intervento e di monitorare le variazioni dei parametri colorimetrici delle superfici nel corso delle operazioni conservative. Dai dati raccolti è stato possibile valutare l’effetto generale dell’intervento sulle superfici dell’opera registrando un generale aumento dei valori legati alla chiarezza delle superfici. Questo fattore può essere messo in relazione con la progressiva rimozione dello sporco superficiale e l'assottigliamento delle patine al procedere della pulitura, che ha comportato comunque variazioni minime nelle coordinate colorimetriche, sinonimo di un intervento efficace, ma pur sempre prudente. Le indagini spettroscopiche di riflettanza hanno permesso una valutazione numerica della riflettanza superficiale che ha consentito di mappare aree delle superfici caratterizzate da una rugosità simile e valutarne, dove possibile, l’intenzionalità.
Durante le prove di pulitura sono state inoltre effettuate rimozioni selettive del deposito superficiale tramite bisturi e tamponi imbevuti di solventi che hanno permesso di identificare i materiali rimossi dall’intervento di pulitura. Si rileva la presenza di gesso, ossalati di calcio, materiali cerosi e proteici attribuibili ad interventi conservativi passati.
Al fine di caratterizzare i materiali presenti in corrispondenza di macchie brune localizzate principalmente su varie porzioni della base del monumento di Lorenzo, sono state effettuate, direttamente in situ, misurazioni con spettroscopia infrarossa in modalità riflettanza totale (TR-FTIR). Su queste macchie sono stati prelevati anche alcuni campioni per meglio definire i composti organici e inorganici presenti. Gli spettri acquisiti in situ hanno mostrato in varie aree la presenza di gesso di deposito e di ossalati di calcio e stearato di calcio, la cui origine è riconducibile al degrado di materiali organici superficiali (es: protettivi).
In un campione si osserva anche la presenza di fosfato di calcio e di materiale proteico; questi composti potrebbero essere correlati a processi di decomposizione corporea. La presenza di composti del fosforo è stata confermata anche dall’indagine della fluorescenza a raggi X (XRF), che permette la rilevazione degli elementi presenti su una superficie, andando a confermare i risultati dell’analisi FTIR e le ipotesi che erano state formulate inizialmente sulla possibile natura delle macchie presenti

Donata Magrini, Barbara Salvadori, Silvia Vettori Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISPC-CNR) Sede di Firenze

 

 

ALTRI APPROFONDIMENTI

 

LE BIOTECNOLOGIE MICROBICHE NEL RESTAURO DEI MONUMENTI FUNEBRI di GIULIANO e LORENZO DE’ MEDICI_'ENEA' Casaccia

“FORMULE MICROBICHE PER MICHELANGELO”

“Formule microbiche per Michelangelo”

Le biotecnologie microbiche nel  restauro dei  monumenti funebri dedicati a Giuliano de’ Medici duca di Nemours e Lorenzo duca d’Urbino

Sul ponteggio, a tu per tu con la Notte e l’Aurora di Michelangelo, troppa bellezza tutta insieme ci provoca un senso di stordimento. Abbiamo bisogno di sentire quello che i restauratori e gli storici dell’arte ci stanno raccontando, storie nelle storie: rappresentazioni, artisti, eventi dell’epoca, passati restauri. La densità dei racconti e dei dettagli delle opere ogni volta ci svela l’eccezionale profondità che esiste oltre la superficie che noi sappiamo vedere.
A nostra volta raccontiamo storie di “metodo e scienza”. Noi siamo biologhe, “raccoglitrici” di batteri utili e innocui, piccole cellule potenti, invisibili, una vera fabbrica di molecole. Li cerchiamo in ambienti ostili, dove si sono adattati a condizioni peculiari sviluppando, per pressione selettiva, dei tratti metabolici di particolare interesse per applicazioni biotecnologiche in diversi campi. Li conserviamo in una collezione di laboratorio in house, ossia autogestita, per ora, ma che confluirà nella collezione Europea di microrganismi MIRRI. Se impariamo a conoscerli possiamo “guidarli” per far loro esprimere le funzioni che desideriamo, li possiamo utilizzare, ad esempio, per rendere più sostenibile l’agricoltura, per bonificare i siti contaminati, per pulire un’opera d’arte senza usare prodotti tossici e aggressivi.
Qui nella Sagrestia Nuova abbiamo “toccato Michelangelo”. Lavorare tra capolavori d’arte fa un po’ soggezione rispetto a un microscopio, a un incubatore, a una cappa sterile in laboratorio.

Il sarcofago di Lorenzo duca di Urbino era alterato da macchie di colore scuro estese lungo tutto il basamento del sarcofago, identificate dalle analisi FT-IR TR eseguite dal CNR come ossalati e materiali organici e, tramite la storia, ricondotte a liquidi organici filtrati fino all'esterno del sarcofago in corrispondenza di queste macchie. “Quando nel 1537 il duca Alessandro de' Medici fu ucciso, le sue spoglie vennero deposte nello stesso sarcofago del duca di Urbino, ma a differenza del trattamento riservato agli altri defunti della Sagrestia, il suo corpo non fu sottoposto a eviscerazione e a imbalsamazione e nel tempo ha restituito dei liquidi” (Monica Bietti, Corriere Fiorentino 3 luglio 2020).
Sul sarcofago le restauratrici avevano depolverato e poi asportato i depositi coerenti con alcool e acetone e acqua demineralizzata a tampone, le sostanze che coprivano il retro e il fondo della cassa erano state in parte ammorbidite ed in parte asportate applicando Vanzan e acqua demineralizzata su carta giapponese, poi sono arrivati i batteri in soccorso.
Per l’eliminazione di queste macchie organiche e di altre macchie di varia origine, come fosfati, gesso, tracce di silicati, tracce di ossalato di calcio, abbiamo individuato alcuni ceppi batterici “competenti” della nostra collezione, in grado di rimuovere selettivamente questi depositi, senza influenzare con la loro azione la materia originale, il marmo in questo caso. I ceppi scelti non erano cioè in grado né di precipitare né di solubilizzare i carbonati di calcio. Dopo aver testato undici diversi ceppi batterici su piccoli tasselli di prova, abbiamo scelto i tre “migliori” per procedere alla biopulitura del sarcofago. Impacchi di cellule dei ceppi Serratia ficaria SH7, Pseudomonas stutzeri CONC11 e Rhodococcus sp Z-CONT sono stati applicati nei diversi punti del sarcofago, immobilizzati in Laponite o Vanzan, supportanti inerti, che mantengono la giusta umidità per i batteri, conferiscono una giusta consistenza all’impacco, permettono di applicarlo e di rimuoverlo facilmente, senza lasciare residui, né del supportante né delle cellule batteriche. Abbiamo applicato i batteri un po’ “affamati”, per favorire il loro “appetito” verso i substrati organici da rimuovere e rendere più efficace il trattamento di bio-pulitura. Due giorni per impacchettare il sarcofago e due notti di azione degli impacchi batterici hanno permesso di rimuovere i deposti che alteravano fortemente il sarcofago.
Al buon esito delle applicazioni hanno contribuito una miscela di scienza, piccoli trucchi, esperienza, "know-how" da parte nostra; di conoscenza, esperienza, tecnica raffinata e sensibilità artistica da parte delle curatrici del progetto di restauro. Un posto d’onore merita tuttavia la reciproca fiducia, senza la quale non si potrebbe realizzare la “fusione di restauro, studio, analisi, conoscenza, esperienza, metodo e scienza per restituire l’armonia della bellezza alle sculture di Michelangelo”.

 Anna Rosa Sprocati e Chiara Alisi - ENEA

 

 

 

 

 

ALTRI APPROFONDIMENTI

 

Scopriamo insieme la storia del Bargello per Dante

Una serie di visite guidate per approfondire la mostra dedicata a Dante

Con le visite guidate del venerdì pomeriggio (dall’11 giugno al 2 luglio), e con quelle tenute dai curatori nelle mattine di sabato 26 e domenica 27 giugno vi offriamo l'occasione per scoprire, attraverso le opere esposte nella mostra "Onorevole e antico cittadino di Firenze". Il Bargello per Dante, la storia della fortuna di Dante Alighieri a Firenze.

Dopo il successo dei laboratori gratuiti “Dante per tutti” (fino al 7 agosto) per i bambini e ragazzi, realizzati grazie ad un contributo della Fondazione CR Firenze, e dedicati alla scoperta di Dante e della Firenze del Trecento, si amplia l’offerta culturale per i visitatori del Museo Nazionale del Bargello, in occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, #Dante2021

Le visite del venerdì pomeriggio.
Dall’11 giugno al 2 luglio, durante le aperture pomeridiane straordinarie (il museo chiuderà infatti alle 18:00), si terranno visite guidate gratuite alla mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante. Per quattro venerdì, alle ore 16, sarà possibile visitare il Museo nazionale del Bargello alla scoperta del rapporto tra Dante e Firenze, dagli anni immediatamente successivi alla morte del poeta fino agli anni Cinquanta del Trecento. Il percorso guidato da operatori professionisti di Opera Laboratori prevede la partecipazione di un massimo di 12 persone, munite del solo biglietto accesso al museo, e avrà come punto di ritrovo e partenza della visita il cortile del Bargello.

Le visite dei curatori.
Sabato 26 giugno alle ore 9 e poi alle ore 11 sono in programma due visite straordinarie, dedicate alla mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante, a cura di Teresa De Robertis, professore di paleografia dell’Università di Firenze, tra i curatori della mostra. Domenica 27 giugno sempre alle ore 9 e alle ore 11 ad accogliere i visitatori, ci sarà un altro curatore della mostra Luca Azzetta, professore di filologia dantesca dell’Università di Firenze. Anche le visite dei curatori saranno riservate ad un massimo di 12 persone, con ritrovo nel cortile del Bargello e nessun costo aggiuntivo a quello del biglietto d'ingresso.

 

Museo Nazionale del Bargello

Orari e tariffe validi durante l’apertura della mostra

(11 maggio 2021 – 8 agosto 2021):

 

 

Orari:

dal lunedì
al venerdì:

08:45-13:30

 

Sabato:

08:45-19:00

 

Domenica:

08:45-13:30

(prima, terza e quinta del mese)

 

09:00-14:00

(seconda e quarta del mese)


Aperture prolungate

08:45-18:00

4, 11, 18, 24 e 25 giugno

2 luglio


Chiuso:

22 giugno

6 e 20 luglio

3 agosto


Biglietti:

Intero:

10,00

(comprensivo del supplemento mostre)

Ridotto:

2,00

(valido per giovani tra i 18 e i 25 anni)

 

IL GIGANTE DEL BELLO

Michelangelo e la Sagrestia Nuova alla luce del nuovo restauro

La Sagrestia Nuova nel Museo delle Cappelle Medicee è uno dei capolavori assoluti dell’arte italiana del Rinascimento e il luogo dove si concentra il maggior numero di opere di Michelangelo.

Qui il Genio del Rinascimento ha realizzato una straordinaria fusione fra spazio architettonico, elementi funzionali, elementi decorativi, proporzione delle forme nell’uso calibrato di pieni e di vuoti, di parti in marmo e in pietra serena, di luce, ombre, colore e materia.

Anche durante i mesi di temporanea chiusura al pubblico abbiamo lavorato per renderla leggibile in ogni suo dettaglio: un modo per restare abbagliati dalla bellezza dei marmi.

Nei due video che abbiamo pubblicato nel canale Youtube dei Musei del Bargello vi raccontiamo alcune fasi di questo intervento di restauro. In particolare quelle dedicate alla pulitura dei due monumenti funebri, che Michelangelo ha scolpito in onore di Giuliano e Lorenzo de' Medici.

  

Il restauro del monumento funebre dedicato a Giuliano de' Medici duca di Nemours 

 

Ora possiamo ammirare dal vivo le straordinarie sculture di Michelangelo, potendone apprezzare al meglio l’altissima qualità, che il restauro sta riscoprendo grazie a una pulitura effettuata con le tecniche più attente ed aggiornate, e con l’aiuto della tecnologia delle indagini diagnostiche non invasive. La moderna scienza del restauro infatti ci ha fornito prima numerose informazioni sullo stato di salute delle opere e poi, grazie alle scrupolose tecniche di intervento e alla sensibilità dei restauratori, ha recuperato al meglio lo splendore dei marmi di Michelangelo.

La progettazione del restauro è stata preceduta da una campagna fotografica a luce visibile e da indagini fotografiche a fluorescenza indotta da luce ultravioletta (UV) e con luci infrarosse (IR): queste operazioni hanno accertato lo stato conservativo delle sculture e hanno guidato le scelte metodologiche dell’intervento di pulitura.

In collaborazione con il CNR sono state individuate aree significative su ciascuna scultura ed è stata verificata l’efficacia della pulitura eseguita con solventi blandi e acqua demineralizzata, rispettando anche il restauro precedente. Le indagini chimico-fisiche tramite spettroscopia FT IR hanno evidenziato la presenza di proteine e ossalati di calcio sulla superficie del sarcofago. È stata infine avviata una campagna di biopulitura con batteri competenti per le singole sostanze da rimuovere. Le sostanze mineralizzate insolubili ed i residui di malta cementizia sono state rimosse con apparecchiatura laser.

 

 

 

Il restauro del monumento funebre dedicato a Lorenzo de' Medici duca di Urbino
 
Un modo per condividere con voi l’emozione e la meraviglia che ci hanno accompagnato nelle fasi di studio, ricerca e realizzazione di questo restauro.

Michelangelo vi aspetta! 

 

 

 

Direzione dei Musei del Bargello: Paola D’Agostino

Direzione del lavoro di restauro: Monica Bietti

Restauratori: Daniela Manna, Marina Vincenti: Parati lapidei e marmorei, sepolcri, sculture con le Parti del Giorno (Notte, Giorno, Tramonto, Aurora) e i due Capitani (Lorenzo duca di Urbino, Giuliano duca di Nemours)

Indagini UV e IR: Di.Ar. Diagnostica per Immagini dei beni culturali, Andrea Rossi

Indagini diagnostiche CNR Istituto di scienze del patrimonio culturale: Donata Magrini, Barbara Salvadori,Silvia Vettori

Campagna fotografica sui restauri: Antonio Quattrone

Biopulitura: ENEA Divisione protezione e valorizzazione del territorio e del capitale naturale: Anna Rosa Sprocati, Chiara Alisi con Daniela Manna e Marina Vincenti

Laser: El.En s.p.a.: Alessandro Zanini con Daniela Manna

 

Riprese Video: Marco Errichi & Francesca Bruni

Fotografie: Antonio Quattrone, Daniela Manna & Francesca Bruni

Post produzione: Marco Errichi

Musiche eseguite da: Ensemble L'Homme armè diretto da Fabio Lombardo

 

Riscoperti gli occhi d’argento del Cosimo I de' Medici

Un restauro del busto bronzeo realizzato da Cellini ha permesso la sorprendente scoperta

Sono riemersi durante un restauro gli occhi color ghiaccio di Cosimo I de’ Medici, busto monumentale in bronzo realizzato da Benvenuto Cellini tra il 1545 e il 1548.

Lo sguardo intenso e fiero del duca è reso ancor più sorprendente grazie al recente ritrovamento della lamina d’argento che ricopriva in origine gli occhi. Il fortunato recupero è stato possibile grazie al restauro iniziato ad aprile, in vista del prestito della scultura al Metropolitan Museum di New York per la mostra “The Medici: Portraits and Politics, 1512-1570” (26 giugno – 11 ottobre 2021).

Affidato alla restauratrice Ludovica Nicolai, l’intervento prevedeva inizialmente la sola rimozione di alcuni prodotti di corrosione della lega formatisi all’interno del busto. Nell’occasione, stimolata da un’ipotesi che era stata lanciata dalla critica, la restauratrice – di concerto con la dottoressa Ilaria Ciseri, curatore delle collezioni del Museo Nazionale del Bargello, che ha seguito il restauro – ha pensato di procedere ad un piccolo saggio sulla superficie degli occhi, per verificare se fosse stata realizzata in argento.

“Il tentativo ha dato subito un risultato emozionante –racconta Ilaria Ciseri – celato sotto uno strato scuro e compatto è infatti emerso il chiarore di un metallo di colore diverso dal bronzo e in breve la restauratrice ha potuto accertare che il metallo era proprio argento. Benvenuto Cellini aveva dunque adottato una tecnica usata fin dall’antichità per impreziosire i volti delle sculture, inserendo lamine d’argento all’interno degli occhi”. Nei secoli successivi, forse tra Sette e Ottocento, era poi stata stesa una patinatura scura per uniformare cromaticamente gli occhi alla superficie bronzea del busto.

Oggi, finalmente, anche grazie al contributo finanziario del Metropolitan Museum di New York, lo sguardo vivo e penetrante di Cosimo I torna di nuovo a risplendere e potrà essere una delle maggiori attrazioni non solo per il pubblico del Museo Nazionale del Bargello, ma anche per la bella selezione di ritratti medicei che si potranno ammirare all’esposizione newyorkese.

Keith Christiansen, John Pope-Hennessy Chairman del dipartimento di European Paintings del Metropolitan Museum of Art, ha dichiarato che il museo newyorkese “è lietissimo di poter presentare, in occasione della grande mostra dedicata alla ritrattistica fiorentina sotto Cosimo I de’ Medici di prossima apertura a giugno, la scoperta clamorosa che gli occhi del busto in bronzo del duca Cosimo uno dei massimi capolavori del Museo Nazionale del Bargello— sono argentati. Una scoperta che rinforza l’effetto dello sgardo terribile e afferma l’eredità dell’antichità romana.

Cosimo I viene ritratto dal Cellini - negli stessi anni in cui l’artista aveva iniziato a lavorare al Perseo per piazza Signoria - con una corazza ricca di decorazioni, in cui l’artista dimostra la sua raffinata abilità di orafo: al centro è il volto di Medusa, simbolo rinascimentale di potere militare e divino, e in fondo al petto è il Toson d’Oro, l’onorificenza cavalleresca che Cosimo aveva ricevuto nel 1545 dall’imperatore Carlo V.

 

Foto di Antonio Quattrone

MARTEDI' 1° GIUGNO '21 RIAPRE il Complesso di ORSANMICHELE

...e i nuovi orari del Bargello, delle Cappelle Medicee, di Palazzo Davanzati

I Musei del Bargello sono lieti di informare che martedì 1 giugno 2021 riapre ai visitatori il  Complesso di Orsanmichele con accessi regolamentati e con l’istituzione di un biglietto di ingresso (€ 2,00) al Complesso. Il Museo sarà aperto il martedì mattina (visite alle h. 09.30 / 10.40 / 11.50) e il sabato pomeriggio (visite alle h. 14.15 / 15.25 / 16.35). Per ciascuna fascia oraria è previsto un numero max. di 25 partecipanti.

A partire dal mese di giugno ci saranno anche alcune novità negli orari di visita degli altri Musei del Bargello: 

A partire dal 29 maggio il Museo di Palazzo Davanzati introdurrà gli orari di visita mattutini nelle giornate di mercoledì e giovedì e modificherà il proprio calendario in questa forma:
    • Ven-Sab-Dom-Lun: 13:45-18:30; 
    • Mer-Gio: 08:45-13:30; 
    • Chiuso: il martedì; la prima, terza e quinta domenica del mese 

 Sostanzialmente inalterati, anche dopo il 29 maggio, restano invece gli orari di apertura del Museo delle Cappelle Medicee:

     • Sab-Dom-Lun: 08:45-13:30;
     • Mer-Gio-Ven: 13:45-18:30;
     • Chiuso: il martedì; la prima, terza e quinta domenica del mese.

 Totalmente inalterato il calendario di apertura del Museo nazionale del Bargello che, durante il periodo di apertura della mostra “Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante” (11 maggio – 8 agosto 2021), sarà così strutturato:

     • dal lunedì al venerdì: 08:45-13:30
     • Sabato: 08:45-19:00
     • Domenica (1., 3. e 5. del mese): 08:45-13:30
     • Domenica (2. e 4. del mese): 09:00-14:00 

     • CHIUSO solo nei seguenti martedì: 1, 8 e 22 giugno, 6 e 20 luglio, 3 agosto. 

 E' importante ricordare, però, che già a partire da giugno una serie di aperture straordinarie amplierà le opportunità di visita del Bargello che sarà aperto straordinariamente fino alle 18:00 anche durante le festività del 2 e del 24 giugno e nelle giornate del venerdì (4, 11, 18, 25 giugno e 2 luglio)

 Dal partire dal 9 agosto, e fino al 22 settembre 2021, il Bargello tornerà al suo orario ordinario:

     • Orario di apertura: 08:45-13:30
     • Chiuso: il martedì; la seconda e la quarta domenica del mese 

Infine è stata fissata a sabato 4 settembre la data di riapertura del Museo di Casa Martelli, sempre con accessi gratuiti e regolamentati. Il Museo sarà aperto il sabato mattina (visite alle 09:00; 10:00; 11:00 e 12:00). Per ogni fascia oraria è previsto un limite massimo di 10 partecipanti.

Si ricorda inoltre che, ai sensi dell'art. 11 del DL 18 maggio 2021 n. 65 la prenotazione ai Musei del Bargello è facoltativa.​

 

Terminato il restauro del San Marco di Donatello_MUSEO di ORSANMICHELE

Riemergono tracce di doratura sulla chioma e sulla barba

Il restauro del capolavoro giovanile di Donatello, progetto realizzato grazie alla collaborazione  fra i Musei del Bargello e l’Opificio delle Pietre Dure e al sostegno economico  dei Friends of Florence, viene presentato a poche settimane  dalla riapertura al pubblico del Museo, fissata per l’inizio di giugno.

 “Sono particolarmente orgogliosa di questa collaborazione istituzionale che conferma l’eccellenza dell’Opificio delle Pietre Dure nel campo del restauro e conservazione del patrimonio storico artistico, nonché della sperimentazione diagnostica. Il San Marco marmoreo di Donatello è un’opera misconosciuta al grande pubblico, come poco nota è la strepitosa produzione marmorea del più ingegnoso scultore fiorentino del rinascimento. Il mio auspicio più grande è che il ciclo di statue monumentali di Orsanmichele, capolavoro assoluto del rinascimento italiano possa tornare ad essere fruibile al più ampio numero di persone possibili. L’apporto fondamentale dei Friends of Florence in questo progetto di restauro testimonia quanto, in ambito internazionale, sia percepito come patrimonio mondiale. A partire da giugno riapriremo la chiesa e il Museo di Orsanmichele due volte alla settimana, seguendo le vigenti normative e prescrizione dovute all’emergenza sanitaria. Spero che con l’aiuto di tutte le istituzioni cittadine, regionali e nazionali si possa creare un proficuo lavoro di collaborazione che porti in un futuro prossimo ad una piena godibilità e accessibilità di questo complesso straordinario”.

Paola D'Agostino Direttore Musei del Bargello

Lo spazio NEST_la NORMALE di Pisa_da giugno '21 attivo nella Sala dei Bronzetti

Un punto di ricerca, del mondo della nanoscienza e della nanotecnologia, all’interno del Bargello

Un’antenna del mondo della nanoscienza e della nanotecnologia all’interno del Museo Nazionale del Bargello. Nascerà dal prossimo mese di giugno grazie a una convenzione stipulata tra i Musei del Bargello e la Scuola Normale Superiore. Il Laboratorio National Enterprise for nanoScience and nanoTechnology (NEST) della Normale, centro internazionale in cui operano fisici, chimici, biologi per indagare la materia su scala nanometrica, con sede a Pisa, allestirà un proprio punto di ricerca nella Sala dei Bronzetti dell’antico Palazzo del Podestà a Firenze.

 Nello spazio NEST del Bargello, una équipe di giovani studiosi appositamente selezionati, insieme a ricercatori già in staff del Laboratorio, impiegherà le proprie competenze scientifiche per l’analisi dei materiali custoditi dal Museo, che vanta importantissime collezioni di bronzi italiani del Rinascimento e del Barocco e di medaglie italiane e straniere.

La nanotecnologia consentirà di analizzare i manufatti con una precisione sconosciuta agli altri metodi di indagine. Grazie a essa i ricercatori del NEST potranno individuare esattamente struttura dei materiali, tipo di leghe impiegate per la fabbricazione, finiture superficiali e strutture interne: una messe di dati che saranno integrati in mappe tridimensionali iperspettrali. Un patrimonio di dati fisici cui si aggiungeranno i dati storico-artistici degli studiosi della Scuola e del Bargello. L’ambizioso obiettivo è la creazione di uno strumento di indagine aperto a tutti gli studiosi, la proposta di un modello di analisi multidisciplinare da applicare in altri musei e siti archeologici.

Lo spazio di ricerca del NEST verrà appositamente delimitato e sarà riconoscibile all’interno della Sala dei Bronzetti, al secondo piano del Palazzo del Podestà, e il personale scientifico sarà all’opera con le proprie attività di ricerca e di analisi anche durante l’apertura del Museo, una vera e propria vetrina sulla scienza e la tecnologia più avanzata di cui potranno fruire anche i visitatori.

La collaborazione tra Scuola Normale e Museo Nazionale del Bargello rientra nel programma di intervento della Regione Toscana denominato “Collezioni museali e archivi storici toscani: analisi dei materiali, digitalizzazione avanzata, disseminazione multimediale” (CoMAST), che prevede il finanziamento di assegni di ricerca in ambito culturale per appositi progetti scientifici. Responsabili per l’attuazione della Convenzione sono, per la Scuola Normale, il prof. Fabio Beltram, direttore del Laboratorio NEST, e il prof. Francesco Caglioti, responsabile del programma CoMast; per il Museo, la dott.ssa Paola D’Agostino direttore dei Musei del Bargello, e la dott.ssa Ilaria Ciseri, funzionario responsabile del Museo Nazionale del Bargello.

Gli assegni dei giovani ricercatori impegnati nel programma CoMast sono finanziati dalla Scuola Normale e dalla Regione Toscana con il contributo della Fondazione Il Bargello (Firenze) e del comitato internazionale dei Friends of the Bargello.

 

Al Bargello dal 22.05 ogni weekend 'DANTE PER TUTTI'_I laboratori gratuiti per bambini dai 7 ai 13 anni

L'iniziativa che avvicina i più giovani al Poeta

‘Dante per tutti’: sabato e domenica partono i primi laboratori gratuiti per bambini al Bargello; per gli accompagnatori 600 biglietti gratuiti. 

L'iniziativa, ideata e promossa dalla Fondazione CR Firenze, è dedicata ai bambini e ragazzi dai 7 ai 13 anni per favorire l’avvicinamento dei più giovani al Sommo Poeta in occasione della mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante. Tutti i sabati e le domeniche fino a fine mostra: necessaria la prenotazione.

 Partono questo fine settimana, sabato 22 maggio e domenica 23 maggio, i laboratori gratuiti per bambini, dai 7 ai 13 anni, dedicati a Dante in occasione della mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante al Museo Nazionale del Bargello. L’iniziativa ‘Dante per tutti’, ideata e promossa da Fondazione CR Firenze, si terrà tutti i sabati e le domeniche fino a fine mostra (7 agosto 2021), e intende favorire e incentivare l’avvicinamento dei più giovani al Sommo Poeta e ad uno dei più importanti musei di Firenze. Per gli accompagnatori sono stati messi a disposizione 600 biglietti gratuiti. 

Al termine delle attività, in regalo a tutti i bambini partecipanti il kit “DANTE PER TUTTI!”, che si compone di un “quaderno” appositamente realizzato per l’iniziativa, cha aiuta i bambini ad avvicinarsi alla figura di Dante, con le informazioni principali sulla sua vita e sulla sua opera, ma anche con suggerimenti di lavoro pratico, creativo ed espressivo da fare in famiglia e da utilizzare anche a casa, dopo l’esperienza al Museo. In regalo insieme al quaderno DANTE PER TUTTI! anche il libro “Paper Dante”, una ristampa Giunti dell’edizione Disney del 1949.

 

INFORMAZIONI

Target: bambini e ragazzi tra i 7 e i 13 anni

Durata: 1.30 h

Calendario attività:

  • dal 22 maggio al 26 giugno: tutti i sabati, ore: 10, 11.30, 15,16.30; tutte le domeniche, ore: 10 e 11.30 e giovedì 24 giugno, ore 10 e 11.30.
  • dal 1 luglio al 7 agosto: tutti i giovedì, venerdì e sabati, ore 10 e 11.30

Ingresso al museo e attività educativa gratuita per i minori di 18 anni. È previsto un biglietto gratuito per un solo accompagnatore, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA tel. 055 294883 mail laboratoridantebargello@operalaboratori.com

Per altri dettagli visitare il sito: fondazionecrfirenze.it/iniziative/dante-per-tutti/

Presentata la grande mostra dedicata a Dante Alighieri

Apre «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante

Questo Dante fue onorevole e antico cittadino di Firenze di porta San Piero, e nostro vicino; e ‘l suo esilio di Firenze fu per cagione, che quando messer Carlo di Valos de la casa di Francia venne in Firenze l’anno MCCCI, e caccionne la parte bianca, come adietro ne’ tempi è fatta menzione, il detto Dante era de’ maggiori governatori della nostracittà e di quella parte, bene che fosse guelfo; e però sanza altra colpa co la detta parte bianca fue cacciato e sbandito di Firenze, e andossene a lo Studio a Bologna, e poi a Parigi, e in più parti del mondo”.

Con queste parole lo storico e mercante fiorentino Giovanni Villani introduce la figura di Dante Alighieri nella sua opera più celebre, Nuova Cronica, scritta tra il 1322 e il 1348, tracciando la prima sintetica biografia del poeta.

Ed è da quelle stesse parole – che restituiscono all’Alighieri e alla sua opera l’importanza e la dignità di cui era stato privato a causa delle ripetute condanne – che parte il progetto scientifico che anima «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante, la mostra che il Museo Nazionale del Bargello in collaborazione con l’Università di Firenze dedica al sommo poeta dall’11 maggio all’8 agosto 2021, nell’anno in cui si celebra il settimo centenario dalla sua morte.

La mostra è dedicata alla ricostruzione del rapporto tra Dante e Firenze, dagli anni immediatamente successivi alla morte del poeta fino agli anni Cinquanta del Trecento, presentandone gli attori, le iniziative, i luoghi e i temi.

Curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis, professori dell’Università di Firenze, «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante, nasce nell'ambito di una collaborazione istituzionale sottoscritta tra i Musei del Bargello e i Dipartimenti di Lettere e Filosofia (DILEF) e di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università degli Studi di Firenze e annovera tra i membri del comitato scientifico esperti filologi e storici dell’arte, quali Andrea De Marchi, Giovanna Frosini, Andrea Mazzucchi, Marco Petoletti, e Stefano Zamponi. L’esposizione ha ricevuto un contributo e il patrocinio del Comitato Nazionale Celebrazioni 700° anniversario della morte di Dante Alighieri e il patrocinio del Comitato “700 Dante” coordinato dal Comune di Firenze.

La mostra è articolata in sei sezioni (1. I luoghi della condanna, il tempo del riscatto; 2. Dante e la Commedia a Firenze negli anni ’30 e ’40 del Trecento; 3. Artisti e copisti della Commedia; 4. Leggere Dante a Firenze; 5. La costruzione della memoria; 6. La lingua documentaria a Firenze dopo Dante) e vede esposti oltre cinquanta tra manoscritti e opere d’arte provenienti da biblioteche, archivi e musei di assoluto prestigio internazionale – dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, alla Biblioteca Medicea Laurenziana e alla Biblioteca Riccardiana, – enti co-promotori della mostra– dalla Biblioteca Apostolica Vaticana alla Biblioteca Trivulziana di Milano, e ancora dalla Bibliothèque nationale de France di Parigi, all’Archivo y Biblioteca Capitulares di Toledo e al Metropolitan Museum of Art di New York e altri ancora - e presenta le tappe e i protagonisti della ricostruzione postuma del rapporto tra Firenze, l’Alighieri e la sua opera, nel secondo quarto del Trecento. Si tratta di copisti, miniatori, commentatori, lettori, volgarizzatori, le cui vicende professionali e umane si intrecciano fittamente, restituendo l’immagine di una città che sembra trasformarsi in uno scriptorium diffuso, al centro del quale campeggia la Divina Commedia, e in cui i libri circolano con abbondanza e prendono vita nuove soluzioni artistiche e codicologiche proprio in relazione al poema dantesco.

Tra le opere in mostra anche il Lignum Vitae di Pacino di Bonaguida, capolavoro su tavola della Galleria dell’Accademia di Firenze eccezionalmente concesso in prestito al Museo Nazionale del Bargello, realizzato dal pittore e miniaturista tra il 1310 e il 1315, che traduce per immagini, in modo insolitamente dettagliato, i temi del testo letterario Lignum vitae, trattato scritto da san Bonaventura da Bagnoreggio nel 1274.

Nel percorso le parole che gravitano intorno alla figura di Dante, oltre a mostrarsi visivamente nei codici e nelle opere d’arte, si trasfigurano in suono e accompagnano il visitatore. Grazie ad un accordo istituzionale con la Fondazione Teatro della Toscana e con l’Associazione Oltrarno, che ha curato e prodotto una serie di registrazioni audio, alcuni testi, selezionati dai curatori della mostra, risuonano nell’ultima sezione e contribuiscono ad animare i versi di Dante e i diversi registri della lingua fiorentina del Trecento attraverso le voci dei giovani attori della scuola diretta da Pierfrancesco Favino.

Il Museo Nazionale del Bargello è luogo dantesco per eccellenza a Firenze e sede ideale per la mostra che ripercorre il complesso rapporto tra Dante e la sua città natale: nella Sala dell’Udienza dell’allora Palazzo del Podestà (oggi Salone di Donatello), il 10 marzo 1302, il sommo poeta venne condannato all’esilio definitivo; nell’attigua Cappella del Podestà, solo pochi anni dopo (tra il 1333 e il 1337), Giotto, con la sua scuola, impostava il suo ultimo capolavoro pittorico, ancora poco noto al grande pubblico, e ritraeva per la prima volta il volto di Dante, includendolo tra le schiere degli eletti nel Paradiso. Proprio attorno a questo ritratto, la prima effigie nota del padre della lingua italiana, si delinea così quel processo di costruzione della memoria che permetterà a Firenze di riappropriarsi dell’opera e della figura di Dante. La Cappella, dove si trova il volto affrescato, parte integrante del percorso della mostra, è stata recentemente oggetto di un intervento di diagnostica e manutenzione conservativa su alcune parti del Paradiso, grazie ad un’elargizione della Fondazione il Bargello onlus tramite ArtBonus e alla collaborazione istituzionale tra i Musei del Bargello e l’Opificio delle Pietre Dure, che ha curato le indagini diagnostiche e il restauro. In occasione della mostra è possibile anche vedere la nuova illuminazione e un’anteprima del nuovo allestimento della Cappella e della annessa sagrestia. Le quattro vetrine presenti sono sufficienti a comprendere i criteri secondo i quali è stata organizzata la collezione delle oreficerie, privilegiando le funzioni di questa suppellettile che, per quanto preziosa in sé, era comunque primariamente strumento liturgico e di devozione. Tra le opere esposte in sagrestia spicca il fregio firmato da Andrea Pucci Sardi da Empoli e datato 1313. Il fregio, opera capitale dell’arte orafa a Firenze nel primo Trecento, in dialogo con le invenzioni giottesche, viene qui presentato dopo un delicato restauro dell’Opificio delle Pietre Dure.

Frutto di ricerche condotte negli ultimi decenni, «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante è stata preceduta da un ciclo di seminari di filologia dantesca tenuti presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, aperto alla partecipazione di studenti e studiosi provenienti da tutta Italia, e sarà accompagnata nel corso del 2021 da analoghe iniziative scientifiche e didattiche, tra cui la serie di laboratori gratuiti “Dante per tutti” per i bambini e ragazzi, realizzati grazie ad un contributo della Fondazione CR Firenze (che ha anche contribuito alla realizzazione della mostra) che si terranno al Bargello, e dedicati alla scoperta di Dante e della Firenze del Trecento.

Nuovi orari al Museo Nazionale del Bargello

In occasione della mostra Onorevole e antico cittadino dei Firenze

Si sta avvicinando l'apertura della mostra "Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante, la prima delle due esposizioni che il Musei del Bargello hanno organizzato nell'anno delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. E con l'occasione ci sono importanti novità che riguardano le aperture e le tariffe di ingresso al Museo Nazionale del Bargello.

Nuovi orari

Per tutta la durata della mostra, dall'11 maggio all'8 agosto, non ci saranno più domeniche o giorni fissi di chiusura (in tutto ci saranno solo 7 giorni in cui il Museo resterà chiuso) e il sabato le porte saranno aperte dalla mattina alle 19.00 di sera.

In virtù di una serie di aperture straordinarie, programmate per garantire maggiori occasioni di accesso, il Museo Nazionale del Bargello osserverà, durante la durata della mostra (11 maggio – 8 agosto 2021), i seguenti orari di apertura al pubblico:

ORARI DI APERTURA DEL MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO 

dal lunedì al venerdì:  08:45-13:30  
Sabato:  08:45-19:00  
Domenica: 08:45-13:30 (prima, terza e quinta del mese)
  09:00-14:00 (seconda e quarta del mese)

GIORNI DI CHIUSURA

Maggio     18
Giugno   1, 8 e 22
Luglio   6 e 20
Agosto   3

 

Nuova tariffa di ingresso

Delle variazioni ci saranno anche nel prezzo del biglietto ordinario di accesso al Museo Nazionale del Bargello che, sempre a partire dall'11 maggio 2021 (apertura al pubblico della mostra), sarà portato a € 10,00.

Il costo comprenderà infatti l'incremento temporaneo di € 2,00 sul prezzo ordinario (€ 8,00) del biglietto. La variazione, realizzata in occasione delle due mostre programmate per le celebrazioni di Dante 2021, sarà valida dal 11 maggio 2021 al 9 gennaio 2022 (data in cui si dovrebbe concludere la seconda esposizione dantesca).

La variazione non riguarderà invece il biglietto ridotto (valido per i giovani dai 18 ai 25 anni) il cui prezzo rimane a € 2,00 o le gratuità previste per legge.

 

 

IL NUOVO ALLESTIMENTO della 'SALA degli AVORI'

Riapertura dei Musei del Bargello - 3 maggio 2021

Crediamo che i visitatori siano i veri “ospiti d’eccezione”  dei musei
e volevamo accoglierli, facendogli apprezzare in anteprima
questi straordinari micro capolavori d’avorio"
Il riallestimento della Sala degli Avori, oggi riaperta al pubblico, è il primo di una serie di progetti programmati al Museo Nazionale del Bargello per la messa in sicurezza, valorizzazione e nuova fruizione delle magnifiche collezioni di arti decorative, conservate al Palazzo del Podestà, e ancora troppo poco conosciute dal grande pubblico. Per questo motivo abbiamo deciso di presentare il nuovo riallestimento nel giorno di riapertura dei musei, dopo mesi di chiusura forzata ma di grandi lavori da parte del personale dei Musei del Bargello e di vari professionisti impegnati in cantieri su tutti e cinque i Musei. Crediamo, infatti, che i visitatori siano i veri “ospiti d’eccezione” e volevamo accoglierli, facendogli apprezzare in anteprima questi straordinari micro capolavori d’avorio, di culture diverse, unici al mondo e riallestiti con nuovi e suggestivi accostamenti, in sicurezza e sotto una nuova lucedott.ssa Paola D'Agostino - Direttore dei Musei del Bargello
In concomitanza con la riapertura del Museo Nazionale del Bargello torna visibile ai visitatori la Sala degli Avori, completamente riallestita il cui progetto, curato dall’ufficio tecnico dei Musei del Bargello insieme allo studio Guicciardini e Magni Architetti costituisce il primo importante intervento di rinnovamento integrale di un allestimento storicizzato in una sala del Bargello: è stato ripensato il percorso espositivo, migliorate le modalità di conservazione e valorizzazione delle opere e, sono stati inseriti  alcuni capolavori prima conservati nei depositi, come un prezioso Crocifisso barocco che torna in esposizione dopo quasi un secolo di assenza.

DA LUNEDI' 3 MAGGIO 2021 i MUSEI del BARGELLO RIAPRONO AI VISITATORI

Museo Nazionale del Bargello, Museo di Palazzo Davanzati e Museo delle Cappelle Medicee

Dopo l’approvazione del “Decreto riaperture”, il Museo Nazionale del Bargello, il Museo delle Cappelle Medicee e il Museo di Palazzo Davanzati riapriranno le porte ai visitatori a partire da lunedì 3 maggio 2021.

Il posticipo di qualche giorno rispetto a quanto stabilito nel decreto-legge è mirato a offrire un migliore servizio al pubblico dei nostri musei.
Dopo questi mesi di chiusura forzata ci sono infatti alcuni servizi esternalizzati che necessitano di un tempo tecnico, seppure minimo, per richiamare i dipendenti che erano stati messi in cassa integrazione. La possibilità di riaprire i musei nel fine settimana, richiede la messa a punto di modalità di prenotazione nuove che richiedono tempi fisiologici. Inoltre stiamo ultimando lavori di riallestimento al Bargello e sistemazione di nuovi impianti alla Cappelle Medicee. Infine non bisogna dimenticare che la settimana dal 26 aprile al 2 maggio sarà certamente un momento di grande impatto sulla mobilità per via della riapertura totale delle scuole e di tante attività diffuse sul territorio. Anche per questo preferiamo riaprire qualche giorno più tardi, con un po’ di prudenza, ma per offrire un servizio di accoglienza ancora più sicuro per i nostri visitatori con l’inizio di maggio. Speriamo davvero che questa possa essere una riapertura definitiva per tutti i luoghi della cultura
”. Paola D'Agostino, Direttore Musei del Bargello

L’11 maggio al Museo Nazionale del Bargello verrà inoltre aperta al pubblico la mostra "Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante" (fino all’8 agosto 2021), dedicata al sommo Poeta nell’anno in cui ricorrono i 700 anni dalla morte e, curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo, Teresa De Robertis.

 

ORARI

MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO
ORARIO APERTURA
h. 08.45-13.30
CHIUSO
MARTEDI'
DOMENICA (II e IV del mese)

NB. Martedì 11 maggio
in occasione dell’apertura della mostraOnorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante
il museo sarà eccezionalmente aperto anticipando il turno di chiusura a lunedì 10 maggio

MUSEO delle CAPPELLE MEDICEE
ORARIO APERTURA
h. 08:45-13:30 (Lunedì e Sabato)
h. 13.45-18:30 (Mercoledì, Giovedì e Venerdì)
h. 8.45-13.45 (Domenica)
CHIUSO
MARTEDI'
DOMENICA (I, III e V del mese)

MUSEO di PALAZZO DAVANZATI
ORARIO APERTURA
h. 13.45-18.30 (lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica)
CHIUSO
MARTEDI'
DOMENICA (I, III e V del mese)

«ONOREVOLE e ANTICO CITTADINO di Firenze» Il Bargello per Dante 11.5/8.8.'21

La mostra sarà aperta al pubblico dal giorno martedì 11 maggio 2021

 la data di apertura della mostra è rimandata all’11 maggio

"ONOREVOLE e ANTICO CITTADINO di FIRENZE"
Il Bargello per Dante
11 maggio l 8 agosto 2021

(le nuove date sostituiscono l’opening previsto per il 21 aprile)

Viste le attuali disposizioni per il contenimento della pandemia da Covid 19  e il prolungarsi della chiusura dei musei, la data di apertura della mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante è rimandata al giorno martedì 11 maggio 2021.

"ONOREVOLE e ANTICO CITTADINO di FIRENZE"
Il Bargello per Dante
11 maggio / 8 agosto 2021

I Trionfi dello Scheggia: i dipinti del mistero

Daniele Rapino ne racconta la storia in un video pubblicato sul nostro canale Youtube

Quattro dipinti su tavola ricurva, realizzati intorno alla metà del Quattrocento da Giovanni di Ser Giovanni, detto Lo Scheggia, fratello minore del più celebre Masaccio e conservati all’interno del Museo di Palazzo Davanzati. Sono i Trionfi dello Scheggia i protagonisti di questo video-approfondimento disponibile anche sul nostro canale Youtube.


La storia dei Trionfi dello Scheggia, conservati a Palazzo Davanzati, sono raccontati per l’occasione da Daniele Rapino, responsabile del Museo che ne illustra caratteristiche e curiosità.

La genesi dei Trionfi, di cui non si conosce né la committenza né gli ambienti a cui erano destinati, è avvolta nel mistero.
Ispirata ai temi trattati nel poemetto omonimo di Francesco Petrarca, sulle quattro tavole sono rappresentati i soggetti allegorici del Trionfo dell’amore, del Trionfo della morte, del Trionfo della fama e del Trionfo dell’eternità.
Ma non è il soggetto quello che rende queste opere d’arte – di rara bellezza – così enigmatiche e uniche al mondo.
Ciò che le rende speciali è, infatti, oltre alla pregevole fattura, la forma ricurva che vede da tempo gli studiosi interrogarsi sulla ipotetica collocazione e sul perché di questa scelta inusuale.

 

DANTE nel PARADISO di GIOTTO

#DantealBargello_#DANTEdì21


Al Museo Nazionale del
Bargello si sono conclusi i primi lavori di diagnostica e manutenzione conservativa degli affreschi, che rappresentano il #Paradiso, realizzati da Giotto e dalla sua bottega all’interno della Cappella della Maddalena, dove si trova il più antico ritratto di Dante Alighieri.
I restauri, di cui si potrà ammirare il risultato in occasione della mostra “Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante” sono stati possibili grazie ad un’elargizione della Fondazione il Bargello onlus tramite Art Bonus e alla collaborazione istituzionale tra i Musei del Bargello e l’ Opificio delle Pietre Dure, che ha curato le indagini diagnostiche e il restauro.
 
 

ISLAM E FIRENZE. IL RACCONTO DELLA MOSTRA / 6

Parte sesta: Giulio Franchetti e l’arte del tessuto

 

Si è aperta la mostra Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, una monumentale rassegna d’arte islamica visitabile nella doppia sede delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Nazionale del Bargello, dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

Segui il nostro racconto in 6 parti ispirato dal catalogo della mostra e dai suoi autori: 

Parte sesta: Giulio Franchetti e l’arte del tessuto.

DANTE e il BARGELLO: UNA STORIA LUNGA SETTE SECOLI

#DantealBargello_#DANTEdì21

Perché Dante Alighieri è così importante per il Museo Nazionale del Bargello?
Scopriamolo insieme a Paola D'Agostino, direttore dei Musei del Bargello e Ilaria Ciseri, curatore delle collezioni museali.

Dante frequentò il Bargello, allora sede del Podestà, durante la sua carriera "politica" a Firenze, ma nello stesso palazzo venne condannato all'esilio.
Alcuni anni dopo proprio in questo edificio, Giotto e la sua bottega ritrassero Dante inserendolo nella schiera dei beati accolti in Paradiso nel giorno del Giudizio Universale. La grandezza di Dante era stata riconosciuta dalla sua città, ma la successiva trasformazione del Bargello in un carcere fece perdere la memoria del ritratto giottesco. Ci vorranno le ricerche dello storico Seymour Kirkup, in pieno '800, a riaccendere l'interesse per il ritratto e a far partire una intrigante corsa per ritrovare il capolavoro nascosto. La scoperta e il restauro del primo ritratto di Dante fatto da Giotto e dalla sua scuola fu una vicenda complessa e condita da un forte agonismo. Ma grazie anche a questa vicenda intrigante, nel 1865, verrà creato il primo museo nazionale d'Italia: il Museo Nazionale del Bargello.

 

ISLAM E FIRENZE. IL RACCONTO DELLA MOSTRA / 5

Parte quinta: Louis Carrand e la sua grande donazione

 

Si è aperta la mostra Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, una monumentale rassegna d’arte islamica visitabile nella doppia sede delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Nazionale del Bargello, dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

Segui il nostro racconto in 6 parti ispirato dal catalogo della mostra e dai suoi autori:

Parte quinta: Louis Carrand e la sua grande donazione.

L’ALBERO della VITA di Pacino di Buonaguida_Un omaggio a DANTE ALIGHIERI

#DantealBargello_#DANTEdì21

Cecilie Hollberg, Direttore della Galleria dell’Accademia e Paola D’Agostino, Direttore dei Musei del Bargello raccontano L’ Albero della vita di Pacino di Buonaguida in occasione del Dantedì (25 marzo 2021). L'opera, conservata nelle collezioni della Galleria, sarà presto esposta all’interno della mostra "Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante", che aprirà al pubblico il prossimo 21 aprile 2021, per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante.

Pacino da Buonaguida è stato uno dei primissimi illustratori a Firenze della Commedia, nella prima metà del Trecento, con l’aiuto della bottega realizzò ben venticinque copie del poema, fondamentali per la diffusione del testo.

Cecilie Hollberg entra nel merito dei dettagli e della complessità delle scene dipinte nell’Albero della Vita, una tavola, tempera e oro, datata intorno al 1310-1315, che traduce per immagini, in modo estremamente dettagliato, i temi del trattato letterario Lignum vitae, scritto da san Bonaventura da Bagnoreggio nel 1274.

Paola d’Agostino ci anticipa alcuni temi della mostra al Bargello come i rapporti tra copisti, commentatori, notai, pittori e miniatori che contribuirono allo straordinario fenomeno della fortuna dantesca. La Commedia, in particolare, venne copiata e miniata con una rapidità e diffusione incredibile per quei tempi.

 

ISLAM E FIRENZE. IL RACCONTO DELLA MOSTRA / 4

Parte quarta: Frederick Stibbert e la sua «sala moresca»

 

Si è aperta la mostra Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, una monumentale rassegna d’arte islamica visitabile nella doppia sede delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Nazionale del Bargello, dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

Segui il nostro racconto in 6 parti ispirato dal catalogo della mostra e dai suoi autori:

Parte quarta: Frederick Stibbert e la sua «sala moresca».

VERROCCHIO, IL MAESTRO DI LEONARDO

Dal 9 marzo al 14 luglio 2019 – scopri la sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello

 

1. L’APICE DEL VERROCCHIO:

L’INCREDULITÀ DI SAN TOMMASO E UN NUOVO VOLTO DI CRISTO

 

Il 21 giugno 1483 fu inaugurata nella nicchia più importante di Orsanmichele – quella di Donatello che aveva ospitato in origine il San Ludovico di Tolosa – l’Incredulità di san Tommaso (cominciata sin dal 1467): e tutto il mondo vide – nelle parole del cronista Luca Landucci – «la più bella testa del Salvatore ch’ancora si sia fatta». La nuova immagine del Cristo che Verrocchio riuscì a formare nel bronzo – radiosa di calma e di misericordia entro la cornice perfettissima dei lunghi boccoli e della barba ben spartiti – era pronta a far breccia: Firenze, la Toscana e l’Italia medio-alta furono inondate per quasi mezzo secolo di busti in terracotta, in stucco e in gesso plasmati da allievi, seguaci e rivali del maestro.

Lo splendore dei volti e l’efficacia dei gesti, ammantati di panneggi eleganti e movimentati, rivela il grande talento teatrale del Verrocchio e la sua capacità di infondere espressività e di dare anima alle sue figure, un talento che sarà un esempio cruciale per stimolare le ricerche di Leonardo da Vinci sulla rappresentazione dei "moti dell'animo".

Guarda la galleria di immagini e scopri di più sull’Incredulità di San Tommaso, il capolavoro del Verrocchio.
(Foto: Musei del Bargello / Claudio Giusti / Antonio Quattrone)
 

Per approfondimenti: "Verrocchio. Il maestro di Leonardo", catalogo della mostra a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi (Firenze, Palazzo Strozzi - Museo Nazionale del Bargello), Marsilio, Venezia 2019.

VERROCCHIO, IL MAESTRO DI LEONARDO

Dal 9 marzo al 14 luglio 2019 – scopri la sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello

 

2. VERROCCHIO E I SUOI CONCORRENTI:

CROCIFISSI LIGNEI FIORENTINI ALLA FINE DEL '400

La bellezza sontuosa del Cristo uscita dalle mani di Verrocchio, supremo plasticatore, non era facile da tradurre nel legno dei Crocifissi. Eppure Giorgio Vasari (1568) ricorda che il maestro volle cimentarsi anche in questo genere di lavori. Sintomaticamente, gli studi moderni sono riusciti a scovare un solo Crocifisso in cui si possa ammettere un ruolo almeno parziale di Andrea, mentre negli ultimi decenni la riscoperta dei Crocifissi intagliati dai suoi maggiori rivali si è svolta a ritmi incalzanti. A contendersi tale campo nella Firenze dell’ultimo quarto del Quattrocento furono soprattutto le due più affermate botteghe familiari di legnaioli, i Sangallo e i da Maiano.

Se il confronto con i rivali mostra che al tipo verrocchiesco del Cristo sofferente fu preferito un modello più classicheggiante ed “eroico”, i più tardi Crocifissi di Andrea Ferrucci rivelano invece che la sua lezione fu feconda a stimolare la ricerca di una bellezza più eterea e vibrante di emozioni, tipica della Maniera Moderna.

Guarda la galleria di immagini e scopri di più sul Crocifisso ligneo di Andrea del Verrocchio, e su quelli dei suoi rivali.
(Foto: Musei del Bargello / Alessandro Moggi)
 

Per approfondimenti: "Verrocchio. Il maestro di Leonardo", catalogo della mostra a cura di Francesco Caglioti e Andrea De Marchi (Firenze, Palazzo Strozzi - Museo Nazionale del Bargello), Marsilio, Venezia 2019.

#DANTEalBARGELLO_Il Dantedì 25.03.21 #STAYTUNED

Sui canali social dei Musei del Bargello_IG YOUTube FB_#STAYwithUS

IN VIAGGIO VERSO DOVE?  25.03.2021
. . una parola con la quale conversare a lungo  #DANTEalBARGELLO
                                                                                              

                                   #DANTE21   sui nostri canali social_FB IG YOUTube
                                    H24                 #StayTUNED  #StayWithUS 
                        
A partire dalle ore 00.00 di giovedì 25 Marzo 2021, in occasione del Dantedì, in una sinfonia di voci che si rincorre tra il nostro canale YouTube con i suoi video dedicati, la nostra pagina FB e i suoi "passi" in omaggio al Sommo -dal Trattatello in laude di Dante del Boccaccio, il nostro canale IG con la sua ricostruzione del volto e della storia del Poeta, desideriamo condividere l'uomo Dante Alighieri.

Un uomo speciale; il fiero e battuto, l'orgoglioso e volitivo, lo sfinito, il nostalgico e disperato, il Poeta capace di donare  attraverso la parola i silenzi dell'Universo nel fiume del tempo a ricordarci che parlare significa sempre trovarsi in cammino.

 #DANTEdì #25Marzo2021
Musei del BARGELLO

FB IG YOUTube
 #StayTUNED  #StayWithUS
www.bargellomusei.beniculturali.it
     

I DETTAGLI DEL DAVID: segreti e simboli di un capolavoro “rivoluzionario”

In occasione dei David di Donatello 2020

   Come spesso accade per i grandi capolavori del passato, anche il David in bronzo di Donatello mantiene in sé alcuni segreti. Non se ne conosce per esempio l’esatta data di esecuzione (probabilmente intorno al 1440) e alcuni elementi iconografici pongono interrogativi ancora irrisolti, ma ciò non impedisce che sia una delle sculture più innovative e celebri del primo Rinascimento fiorentino.

David, il giovane pastore biblico che sconfigge il gigantesco Golia liberando dall’oppressione il popolo ebraico, era un tradizionale simbolo di libertà particolarmente sentito a Firenze. Quando i Medici decisero di farne realizzare uno a Donatello per il loro palazzo, nessuno prima di allora lo aveva rappresentato come un adolescente dal corpo esile e dall’espressione pensosa, quasi incredulo dell’impresa appena compiuta. Raffigurato in piedi in una posa rilassata, David tiene nella destra la spada e il piede sinistro posato in segno di vittoria sulla testa recisa di Golia, che indossa ancora l’elmo alato, con una delle due ali che, più lunga dell’altra, si accosta alla gamba dell’eroe. Una corona d’alloro intrecciata con nastri fa da piedistallo bronzeo, un tempo poggiante a sua volta su un’alta colonna in marmo, oggi perduta. A rafforzare il contrasto tra il senso di umiltà di David e la grandezza di quell’atto eroico è la nudità del suo corpo efebico: il risultato fu rivoluzionario, perché questo David è il primo grande nudo a tutto tondo realizzato dopo l’antichità.

   All’arte classica, così importante per la sua formazione, Donatello si ispirò infatti in modo costante nella sua lunghissima vita artistica e tanti sono i dettagli che lo rivelano anche in questo capolavoro: dal cappello, che evoca nella foggia il pètaso di Mercurio, ai raffinati calzari all’antica, agli spiritelli pagani che sull’elmo di Golia trascinano un carro su cui siede una figura da portare in trionfo. E ad impreziosire il tutto era un elemento che il tempo aveva occultato.

Il restauro compiuto tra il 2007 e il 2008 riportò infatti in luce molte tracce di inaspettate dorature originarie, poste qua e là a impreziosire alcuni dettagli come il pomo della spada, il nastro e le foglie del cappello, le palmette dei calzari e soprattutto le ali dell’elmo di Golia: ma la scoperta più emozionante fu l’oro con cui Donatello aveva ricoperto completamente i capelli di David, lunghi e biondi come tramandato dai testi sacri.
Testo a cura di
Ilaria Ciseri Storico dell’arte del Museo Nazionale del Bargello

I SUONI E GLI AVORI - Percorsi didattici dedicati alle famiglie

Il 3 e 4 gennaio 2020 al Museo Nazionale del Bargello

Venerdì 3 e sabato 4 gennaio 2020, il Museo Nazionale del Bargello invita tutti i bambini e le loro famiglie a scoprire il fascino della sua grande collezione di sculture, con due percorsi studiati appositamente per loro:

1. La pietra, il ritmo e l'armonia: strumenti musicali nelle opere del Bargello.
Musici e cantori, melodie che incantano gli animali, cori angelici e il frastuono dei trombettieri, un percorso a tema che invita a osservare statue e oggetti conservati al museo del Bargello che parlano di rumori, musiche e armonie; un esercizio per cogliere nel dettaglio delle sculture le forme di antichi (ma ancora attuali) strumenti musicali e al contempo le caratteristiche dei diversi suoni musicali.
 
2. Il candore e la ricchezza: la collezione degli avori.
Scacchiere, cofanetti, bastoni, corni, pettini e specchietti: oggetti di uso quotidiano realizzati nelle più ricercate forme e arricchiti da preziosi decori. Nel candore dell'avorio i minuti intagli parlano di personaggi biblici e letterari, di cavalieri, animali e storie d'amore. Un percorso che induce all'osservazione attenta di oggetti di piccolo formato ma anche alla considerazione di antiche abitudini, costumi e usi per i quali sono stati creati.

L’ingresso ai Musei e la visita guidata saranno gratuiti per i bambini, con pagamento del biglietto per gli adulti accompagnatori, fino a esaurimento posti. Il numero dei partecipanti per gruppo sarà limitato ad un massimo di 25 persone in modo da rendere la visita maggiormente significativa e coinvolgente. La prenotazione è consigliata, con l’indicazione dei minori e degli adulti partecipanti, al numero di telefono 055/294883.

Il DANTEDÍ al MUSEO NAZIONALE del BARGELLO

Tutte le iniziative del #Dantedì21 al Bargello

Dalla chiusura dei restauri del ritratto di Dante nella Cappella della Maddalena  ai laboratori gratuiti per bambini e famiglie in partnership con Fondazione CR Firenze , dalla pubblicazione del catalogo della mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze» fino ai contenuti “danteschi” diffusi sui social:  tutte le iniziative del #Dantedì21 al Bargello

La chiusura della campagna di restauri degli affreschi di Giotto nella Cappella della Maddalena (all’interno della quale è conservato il più antico ritratto di Dante), una partnership con Fondazione CR Firenze, la pubblicazione del catalogo della mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante e una serie di contenuti a tema che verranno diffusi sui profili social, è così che i Musei del Bargello festeggiano il 25 marzo, giornata in cui ricorre il Dantedì. A poco più di un mese dall’apertura della mostra - la cui inaugurazione è prevista per il 21 aprile – il Bargello comincia ufficialmente il conto alla rovescia e lo fa presentando alcune importanti iniziative.

Prima fra tutte la recente conclusione dei lavori di diagnostica e manutenzione degli affreschi che rappresentano il Paradiso realizzati da Giotto e dalla sua bottega all’interno della Cappella della Maddalena, dove si trova il più antico ritratto dell’Alighieri. I restauri, di cui si potrà ammirare il risultato in occasione della mostra, sono stati possibili grazie ad un’elargizione della Fondazione il Bargello onlus tramite ArtBonus e alla collaborazione istituzionale tra i Musei del Bargello e l’Opificio delle Pietre Dure, che ha curato le indagini diagnostiche e il restauro. La Fondazione il Bargello onlus ha inoltre realizzato un video sui lavori all’interno della cappella di cui, a partire dal 25 marzo, sarà disponibile un’anteprima sul sito fondazioneilbargello.it (appena messo online e realizzato, insieme alla brand identity, dallo Studio Neri Torrigiani).

A questo si aggiunge l’accordo con la Fondazione CR Firenze, che contribuirà alla realizzazione della mostra e al finanziamento di una serie di laboratori gratuiti per i bambini e le famiglie dedicati alla scoperta di Dante e della Firenze del Trecento che si svolgeranno durante l’apertura delle due esposizioni dedicate al sommo poeta (la prima «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante con inizio ad aprile, l’altra, La mirabile visione. Dante e la Commedia nell'immaginario simbolista, è in programma a settembre) che il Museo Nazionale del Bargello ha in programma nel 2021, anno in cui ricorre il 700esimo anniversario della morte dell’Alighieri.

Nel giorno in cui in tutta Italia si celebra la figura di Dante, uscirà inoltre in libreria il catalogo, in italiano e in inglese, della mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante (Edizioni Mandragora, 380 pagine) curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo, Teresa De Robertis e nata nell'ambito di una collaborazione tra i Musei del Bargello e i Dipartimenti di Lettere e Filosofia (DILEF) e di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell’Università di Firenze, con il patrocinio del Comitato Nazionale Celebrazioni 700° anniversario della morte di Dante Alighieri e del Comitato “700 Dante” del Comune di Firenze.

Grazie al ricco volume, con contributi di ventisei studiosi di diverse discipline, si potrà così conoscere in anteprima il contenuto dell’esposizione dedicata al rapporto tra Dante e Firenze negli anni immediatamente successivi alla sua morte. Bandito dalla città e costretto ad un esilio quasi ventennale, il poeta e la sua Commedia furono oggetto di straordinario interesse e studio a Firenze, tanto che, ancor prima della metà del Trecento, lo storico Giovanni Villani lo celebrava tra gli uomini illustri della città con la frase che dà il titolo alla mostra, mentre i Podestà di Firenze facevano inserire il suo ritratto nell'affresco raffigurante il Paradiso nella Cappella del Palazzo del Bargello. Il volume è arricchito da illustrazioni a colori delle opere in mostra e dei manoscritti miniati e corredato da un prezioso atlante fotografico finale delle pitture murali della cappella del Podestà.

Inoltre, in questa giornata celebrativa andrà in onda in prima visione su Rai Storia (alle 22:30) il documentario “Dante, antico e onorevole cittadino di Firenze” di Eugenio Farioli Vecchioli con la regia di Eva Frerè e i Musei del Bargello saranno attivi sui loro canali social – Instagram, Facebook e Youtube - per offrire al pubblico materiali, contenuti e altri spunti di riflessione a tema dantesco, in particolare attraverso la pubblicazione di video recentemente prodotti che hanno come temi la mostra, il rapporto tra Dante e il Bargello e il recente restauro degli affreschi giotteschi della Cappella del Podestà.

 

ASPETTANDO IL DAVID DI DONATELLO_#acasacoldavid #iorestoacasa #daviddidonatello2020

Da simbolo di libertà ad eccellenza artistica nel mondo

In occasione della 65ᵃ edizione dei “Premi David di Donatello”, in onda su Rai Uno venerdì 8 maggio, i Musei del Bargello dedicano una serie di approfondimenti all’originale della statua rinascimentale in bronzo da cui ha preso nome e forma il premio cinematografico.

Attraverso i canali della comunicazione digitale, in questi giorni di chiusura dei musei, si racconterà la storia di un’opera rivoluzionaria: la più celebre statua del primo Rinascimento fiorentino, custodita nel Museo Nazionale del Bargello e che è diventata portatrice di valori come eroismo, forza e bellezza, modello figurativo per molte successive fasi di rinascita e rinnovamento culturale.

Aspettando l’evento televisivo in cui le eccellenze del cinema italiano verranno premiate con la celebre statuetta aurea che si richiama all’Oscar americano nelle dimensioni, ma al capolavoro di Donatello nella forma e nella denominazione, i Musei del Bargello offriranno al proprio pubblico una serie di approfondimenti tematici dedicati al David. E, non potendo ancora aprire le porte d’ingresso del Museo Nazionale del Bargello, porteranno virtualmente il David “originale” nelle case degli italiani attraverso i propri canali digitali.

   Sul sito ufficiale www.bargellomusei.beniculturali.it verranno pubblicate news, approfondimenti e album fotografici attraverso i quali conoscere meglio la storia e l’iconografia del David. Il canale Instagram @bargellomuseums, invece, racconterà il David, esplorando le tante ragioni che hanno reso quest’opera una star dell’arte. Dal profilo Instagram dei Musei del Bargello, è già partita una call fotografica in cui tutti gli Igers sono invitati a postare e condividere le foto del David di Donatello provenienti dai propri archivi fotografici e che poi, nella giornata di venerdì 8, verranno ripubblicate e condivise nelle storie del @bargellomuseums.
Un modo per vedere il David di Donatello attraverso gli occhi dei visitatori e degli appassionati e condividere insieme le immagini di un’icona che appartiene un po’ a tutti noi.

Il premio

   Un’immersione digitale alla riscoperta del capolavoro che negli anni ‘50 del 900 l’allora Club internazionale del Cinema (oggi Accademia del Cinema Italiano) scelse di dedicare alle eccellenze cinematografiche per omaggiare la fervente rinascita culturale del dopoguerra italiano. Il giovane eroe di Donatello che sconfigge il gigante Golia si prestava in tutta la sua perfezione ad essere l'emblema della genialità, della creatività e della perfezione stilistica italiana. Probabilmente fu Oreste Petrolini, figlio del più famoso Ettore, a scegliere proprio il capolavoro di Donatello come modello. Mentre al gioielliere Costantino Bulgari spettò il compito di crearne una versione in oro e in scala ridotta che dal 1956 (prima edizione del Premio) sfila ogni anno insieme ai più grandi artisti italiani.

L’originale

   Il David, realizzato da Donatello attorno agli anni 40 del Quattrocento, su commissione di Cosimo il Vecchio de’ Medici, raffigura il giovane pastore mentre si erge vittorioso sopra la testa del gigante Golia che ha reciso con la sua stessa spada. Tale soggetto biblico era particolarmente sentito nella Firenze dell’epoca, ma la versione di Donatello si circonda di numerosi significati simbolici, cui si aggiungono quelli attribuitigli dalla fortuna dell’opera nel tempo e che l’hanno resa non solo la scultura più nota dell’artista fiorentino, ma anche l’emblema più riconoscibile del primo Rinascimento italiano.

Il bronzo è stato pensato a grandezza naturale (è alto 158 cm) per essere collocato su un’alta colonna ed ammirato dal basso e da più punti di vista. Donatello sorprende per l’eleganza del corpo e l’assorto stupore che traspare dal volto del giovane eroe vincitore. Si tratta, infatti, del primo esempio di nudo a tutto tondo realizzato dai tempi della statuaria classica.

   L’opera fu subito oggetto di ammirazione e interesse e, nel corso dei secoli, pur rimanendo sempre nella città di Firenze, ha cambiato sovente la propria dimora: il cortile di Palazzo Medici fu la prima sede di cui abbiamo testimonianza; poi, con la cacciata dei Medici del 1494, fu trasferito a Palazzo Vecchio; quindi a Palazzo Pitti e dal 1777 nella Galleria degli Uffizi.

Infine nel 1865 il capolavoro di Donatello ha trovato la sua collocazione definitiva nel Museo Nazionale del Bargello - primo museo dell’Italia unita - nato proprio quell’anno per custodire la più importante collezione al mondo di statuaria rinascimentale.

   Al Bargello, il David è diventato emblema del museo ed ha continuato a stupire e meravigliare il mondo intero. Tra le tappe più significative che incorniciano la sua storia nella nuova sede ci sono la prima grande Esposizione Donatelliana e l’ultimo sorprendente intervento di restauro. Nel 1887, in occasione dei 500 anni dalla nascita di Donatello, la grande Sala delle Udienze posta al primo piano del Palazzo del Bargello viene trasformata in un grande salone espositivo dedicato al maestro.
Il successo è tale che da quel momento lo stesso magnifico Salone verrà intitolato a Donatello e il David ne diverrà elemento essenziale nell’allestimento dedicato ai capolavori della scultura del Quattrocento.

Tra il 2007 e il 2008, col finanziamento della Protezione civile, la statua è stata sottoposta ad un delicatissimo intervento di restauro, realizzato nello stesso Salone di Donatello, che ha riportato in luce molte tracce di inaspettate dorature: il David realizzato da Donatello, pur se non completamente dorato come la statuetta dei premi cinematografici, era impreziosito da numerosi dettagli dorati (il pomo della spada, le foglie del cappello, le palmette dei calzari, le ali dell’elmo di Golia) e, soprattutto, aveva i capelli biondo oro come tramandato dai testi sacri. In pochissime, eccezionali occasioni, il David ha lasciato temporaneamente il Bargello per farsi ammirare nel mondo, contribuendo così a diffondere la conoscenza dell’arte italiana e ad alimentare il mito della sua grandezza. Nel 1930, con la controversa trasferta alla Royal Academy of Arts di Londra per la mostra dedicata all’eccellenza artistica italiana (Exhibition of Italian art: 1200–1900), o per l’Expo 1967 di Montreal, quando il David fu protagonista assoluto del padiglione italiano in un allestimento appositamente realizzato da Carlo Scarpa.

   Prototipo di bellezza, emblema di eroismo, simbolo di potere ma anche di libertà: il David di Donatello è tutto questo e anche di più. Nella sua lunga storia, iniziata a Firenze all'alba del Rinascimento, approdata al Museo del Bargello, ha proseguito il suo viaggio virtuale guadagnandosi una fama mondiale – non capolavoro tra tanti, ma monumento all'ingegno umano, alle sue potenzialità e alla sua grandezza.
STAY TUNED
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#acasacoldavid #iorestoacasa #daviddidonatello2020
 IN OCCASIONE DEL PREMIO CINEMATOGRAFICO
David di Donatello 2020
LE PAROLE PER DIRLO_il David di Donatello: Francesco Caglioti racconta / 41' su RaiRadio3
L'ISTANTE IRRIPETIBILE_Sintesi materiale del tumulto dell'animo / Un omaggio
I MILLE VOLTI DEL DAVID / Una galleria fotografica
I LUOGHI DEL DAVID / Dalle dimore dei Medici al Museo Nazionale del Bargello
I DETTAGLI DEL DAVID / Segreti e simboli di un capolavoro rivoluzionario
A CASA CON IL DAVID / Call for photo

ISLAM E FIRENZE. IL RACCONTO DELLA MOSTRA / 2

Parte seconda: Firenze «a la domaschina», tra Uffizi e Bargello

 

Si è aperta la mostra Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, una monumentale rassegna d’arte islamica visitabile nella doppia sede delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Nazionale del Bargello, dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

Segui il nostro racconto in 6 parti ispirato dal catalogo della mostra e dai suoi autori:

Parte seconda: Firenze “a la domaschina” tra Uffizi e Bargello.

ISLAM E FIRENZE. IL RACCONTO DELLA MOSTRA / 1

Parte prima: Islam e Firenze, Islam a Firenze

 

Si è aperta la mostra Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, una monumentale rassegna d’arte islamica visitabile nella doppia sede delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Nazionale del Bargello, dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

Segui il nostro racconto in 6 parti ispirato dal catalogo della mostra e dai suoi autori:

Parte prima: Islam e Firenze, Islam a Firenze.

NUOVE PITTURE MURALI A CASA MARTELLI

Tornate alla luce durante i lavori di ristrutturazione dei locali al piano terra

Con la Toscana in zona arancione i musei devono chiudere le loro porte al pubblico. Tuttavia l’attività al loro interno non si ferma, come conferma Casa Martelli, dove, durante i lavori di ristrutturazione al piano terra (tuttora in corso) sono tornate alla luce delle preziose pitture e decorazioni murali risalenti ai primi anni dell’Ottocento.

La scoperta è stata fatta nel corso della ristrutturazione di alcuni ambienti inutilizzati del Palazzo, che sono destinati a diventare parte integrante del percorso museale. Il Museo ha approfittato della chiusura forzata al pubblico degli scorsi mesi per dare un più forte impulso a lavori finalizzati al perfezionamento dell’accoglienza, con la messa a norma degli impianti e dell’accessibilità dei locali al piano terra, e per potersi dotare dei servizi di caffetteria e di bookshop.

Sgombrate le masserizie, nel giugno 2019, sono stati effettuati dei saggi di pulitura preliminare che hanno rivelato, sotto la scialbatura bianca moderna, la presenza di pitture murali a tempera su alcune superfici. Già in quella fase sono state riscontrate analogie con le pitture presenti in altre sale visitabili di Casa Martelli. Dalle prime ricerche svolte emerge la possibilità che questi ambienti possano essere stati dipinti nel 1809 in occasione delle nozze di Niccolò Martelli (1778-1853) con Caterina de’ Ricci per allestire l’appartamento estivo della giovane sposa. Nelle carte d’archivio sono poi registrati i nomi di pittori attivi nella decorazione dei palazzi nobiliari toscani presenti anche in altre sale terrene e al primo piano dell’edificio: il pontremolese Niccolò Contestabili (1759 - 1824), Gaspero Bargioni (notizie 1793-1835), e gli “imbiancatori” Giovanni e Antonio Ciseri.

In questi giorni si chiudono le operazioni di descialbo (iniziate a ottobre del 2020), che consentono di avere un quadro d’insieme sullo stato dei decori parietali rinvenuti, sulle opportune prescrizioni conservative e sulla compatibilità con la destinazione d’uso prevista. Per avere un quadro storico artistico più dettagliato di quanto emerso bisognerà però attendere la chiusura di un’opportuna campagna di restauro delle pitture per il recupero estetico delle decorazioni. Successivamente potranno infine essere avviati i lavori di ristrutturazione che porteranno anche all’allestimento di una caffetteria, di un bookshop, di un archivio e di una sala riunioni.

UNO SGUARDO ALLE COLLEZIONI

I tessuti islamici delle collezioni Carrand e Franchetti al Bargello

 

In occasione della mostra "Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento", Firenze, Gallerie degli Uffizi e Museo Nazionale del Bargello, 21 giugno-23 settembre 2018, vogliamo offrire un approfondimento sull'arte islamica, di cui il Bargello conserva una delle principali collezioni in Italia.

In particolare, la mostra è l'occasione per riscoprire la grande collezione di tessuti islamici posseduta dal Bargello ma che in genere non può essere ammirata per motivi di conservazione: com'è noto, infatti, i tessuti non possono essere esposti per lunghi periodi perchè il contatto con la luce danneggia i filati e i loro pigmenti in maniera progressiva e irreversibile.

Oggi invece, al Museo Nazionale del Bargello, le grandi vetrine dedicate alle donazioni Carrand e Franchetti sono popolate da una ricca scelta dei tessuti più belli e rappresentativi provenienti da queste collezioni.

Scopri di più sui tessuti islamici del Bargello e guarda la galleria di immagini per immergerti nel loro caleidoscopio di forme e colori.